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	<title>Alessandra Luciani &#187; Architettura</title>
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		<title>Villa Agrippina &#8211; Roma -</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 21:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>villa Agrippina sorge alle pendici del Gianicolo e nel cuore di Trastevere, con una meravigliosa vista sulla città, sul Vaticano e su Castel Sant&#8217;Angelo e rappresenta il perfetto connubio tra lusso, glamour e storia. Gran Melià Rome Villa Agrippina Miglior city hotel del mondo secondo i lettori di Condè Nast Traveller Spagna. fonte web www.granmelia.com [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>villa Agrippina sorge alle pendici del Gianicolo e nel cuore di Trastevere, con una meravigliosa vista sulla città, sul Vaticano e su Castel Sant&#8217;Angelo e rappresenta il perfetto connubio tra lusso, glamour e storia.</p>
<p>Gran Melià Rome Villa Agrippina Miglior city hotel del mondo secondo i lettori di Condè Nast Traveller Spagna.</p>
<p>fonte web www.granmelia.com</p>
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		<title>ROMA A CASA DI AGRIPPINA</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Sep 2017 20:39:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
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<div class="entry">
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Il cancello si schiude sui primi tornanti del Gianicolo: serve a tenere lontana la città dei rumori, del traffico e degli affanni. E spalanca un mondo ovattato, fatto di siepi e silenzi, di profumi e attenzioni. Parla la storia, per questo versante di un colle che si affianca agli altri sette, che ha San Pietro alle spalle e la città eterna distesa lì sotto, proprio dove scorre il Tevere. Parla la Storia perché qui aveva deciso di vivere Agrippina, la mamma di Nerone: qui si era fatta costruire una villa, dove si rilassava guardando il fiume e godendosi un panorama già allora fantastico, senza bisogno di alcun rogo aggiuntivo. Sulle rovine di quella villa sorse poi un convento, ora trasformato in vero resort di città, in pieno centro storico. E Agrippina non è affatto sparita dalla nuova destinazione turistica dell’edificio, diventato Gran Melià Villa Agrippina: il suo volto arcigno troneggia nella hall di questo 5 stelle lusso della catena spagnola.</p>
<p style="text-align: justify;">E’ un gran posto, dove perfino i romani potrebbero venire per</p>
<p style="text-align: justify;">concedersi un weekend nella propria città, che non sarebbe un regalo da poco. E magari l’inizio di una nuova moda. Perché questo è uno splendido luogo di fuga, dove si rimettono in sesto i pezzi della vita, sgangherati da un mondo che li ammacca. Basterebbe non far niente, godersi panorama e quiete, oppure concedersi quei trattamenti che il beauty center propone. Quello a cui non si può rinunciare sono le tentazioni del ristorante, il «Viva Voce». A governare fornelli e tavoli c’ è il Don Alfonso di Sant’ Agata ai Due Golfi, interprete di una cucina che presenta piatti ispirati alla gastronomia mediterranea. «Le preparazioni di Alfonso e Ernesto Iaccarino nascono dalla combinazione di semplicità, tradizione e innovazione – spiega Francesco Ascani, general manager del Gran Melià – Sono queste le chiavi della filosofia di Iaccarino che mira a celebrare il sapore e il profumo della natura con ogni piatto. Grazie alla varietà della nostra offerta, da quella gastronomica al benessere, senza tralasciare la location, i giardini, la piscina, puntiamo a diventare il nuovo punto d’ incontro in città».</p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono riusciti, in poco tempo. Facendo attenzione ai dettagli. Quando si entra, il personale addetto all’ingresso sorride e saluta, ma mette anche una mano sul cuore. Che sarà pure prescritto dal manuale, ma fa piacere. Uno dei piccoli tesori del Gran Melia.</p>
<p style="text-align: justify;">fonte web www.corradoruggeri.it</p>
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		<title>Casa Batlló</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 20:57:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; Il gioiello di Gaudí Casa Batlló, costruita tra il 1904 e il 1906 nel cuore della città, è l&#8217;opera più emblematica del geniale architetto catalano. Gaudí dotò Casa Batlló di una facciata originale, fantastica e ricolma di immaginazione. Sostituì l&#8217;antica facciata con un nuovo insieme costituito da pietra e cristallo. Fece scolpire nuovamente le pareti [&#8230;]</p>
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<h2>Il gioiello di Gaudí</h2>
<div class="contingut text-curt editor-content">
<p style="text-align: justify"><b>Casa Batlló,</b> costruita tra il 1904 e il 1906 nel cuore della città, è l&#8217;opera più emblematica del geniale architetto catalano. <b>Gaudí </b>dotò <b>Casa Batlló</b> di una facciata originale, fantastica e ricolma di immaginazione. Sostituì l&#8217;antica facciata con un nuovo insieme costituito da pietra e cristallo. Fece scolpire nuovamente le pareti esterne per dotarle di forma ondulata e le fece intonacare con calcina; le fece quindi rivestire con il tipico mosaico catalano, il <i>trencadís</i>, costituito da tessere in vetro colorato e dischi di ceramica.<br />
Nella parte superiore della facciata, il tetto ricorda la sagoma del dorso di un animale ed è provvisto di grandi scaglie iridescenti. Il coronamento spinale è formato da elementi sferici di grandi dimensioni con colori cangianti che vanno da un estremo all&#8217;altro dell’intera linea di colmo.<br />
La grande tribuna del salone principale del piano nobile, che si affaccia sul Passeig de Gràcia, è composta da finestre di legno che vengono alzate e abbassate mediante contrappesi e la loro particolarità sta nel fatto che non ci sono né stipiti, né montanti, pertanto ciò rende possibile l’apertura simultanea di tutte le vetrate per una visione panoramica che copre l’intera larghezza del salone.</p>
<div class="transparencia" style="text-align: justify"></div>
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<div class="contingut text-llarg editor-content">
<p style="text-align: justify"><b>Casa Batlló,</b> costruita tra il 1904 e il 1906 nel cuore della città, è l’opera più emblematica del geniale architetto catalano. <b>Gaudí </b>dotò <b>Casa Batlló</b> di una facciata originale, fantastica e ricolma di immaginazione. Sostituì l’antica facciata con un nuovo insieme costituito da pietra e cristallo. Fece scolpire nuovamente le pareti esterne per dotarle di forma ondulata e le fece intonacare con calcina; le fece quindi rivestire con il tipico mosaico catalano, il <i>trencadís</i>, costituito da tessere in vetro colorato e dischi di ceramica.</p>
<p style="text-align: justify">Nella parte superiore della facciata, il tetto ricorda la sagoma del dorso di un animale ed è provvisto di grandi scaglie iridescenti. Il coronamento spinale è formato da elementi sferici di grandi dimensioni con colori cangianti che vanno da un estremo all’altro dell’intera linea di colmo.</p>
<p style="text-align: justify">La grande tribuna del salone principale del piano nobile, che si affaccia sul Passeig de Gràcia, è composta da finestre di legno che vengono alzate e abbassate mediante contrappesi e la loro particolarità sta nel fatto che non ci sono né stipiti, né montanti, pertanto ciò rende possibile l’apertura simultanea di tutte le vetrate per una visione panoramica che copre l’intera larghezza del salone.<span id="more-565"></span></p>
<p style="text-align: justify">A livello di pianterreno, piano nobile e primo piano, la facciata è dotata di colonne affusolate in pietra del Montjuïc che fanno da cornice a forme ossee decorate con elementi floreali tipicamente modernisti.</p>
<p style="text-align: justify">Le balaustre dei balconi, a forma di maschera, sono realizzate in ferro fuso in un’unica gettata e sono fissate mediante due punti di ancoraggio lasciando che parte di esse sporgano, creando uno sbalzo.</p>
<p style="text-align: justify">La facciata, nel suo insieme, è una rappresentazione allegra, allegorica, con elementi organici, colma di simbolismo e di colori, un autentico spettacolo in città che ispira i sentimenti più sublimi a chi la contempla. La casa è un dialogo con la luce e il colore.</p>
<p style="text-align: justify">Sul piano nobile, residenza della famiglia <b>Batlló</b>, <b>Gaudí </b>creò una nuova distribuzione degli ambienti con pannelli dalle forme ondulate e arredò le stanze.</p>
<p style="text-align: justify">Dall’atrio situato al pianterreno, una robusta rete di ferro separa l’accesso privato all’abitazione della famiglia <b>Batlló</b>. Una grande scala di legno si inoltra nella casa a partire dall’atrio caratterizzato da soffitti a volta e dotato di abbaini a forma di guscio di tartaruga. La spina dorsale di un enorme animale, intagliata in legno nobile, si eleva per fungere da corrimano addentrandosi in vani vuoti impossibili e dotando tutta la casa di un’atmosfera da mondo sottomarino che ci trasporta nel fantastico mondo di Giulio Verne. Qui l’idea di fondale marino è resa ancora più plausibile dall’uso dei cromatico che fa riferimento alla superficie del mare, alla sabbia e alle insenature marine.</p>
<p style="text-align: justify">L’abitazione familiare è dotata di un cortile privato sull’esterno dell’isolato, all’uscita della sala da pranzo, nella zona più intima della casa.</p>
<p style="text-align: justify">Verso il Passeig de Gràcia è collocato il salone principale della casa, composto da sala centrale e due salette laterali. Questi spazi possono essere uniti tra loro per creare un ampio ambiente che ricorda lo stile degli attuali loft. Nella parte centrale è inserita la grande tribuna, già menzionata, che si affaccia sulla strada sottostante.</p>
<p style="text-align: justify">Il cavedio fu un importantissimo elemento della ristrutturazione effettuata da <b>Gaudí </b>che lo fece allargare e rivestire completamente di piastrelle a sbalzo, in vari toni di blu, più intensi nella parte superiore e più chiari nella parte inferiore in modo da creare una distribuzione uniforme della luce. Le finestre sono più piccole nella parte superiore, dove giunge una quantità superiore di luce naturale, e si ingrandiscono progressivamente alla discesa ai piani inferiori. La parte inferiore delle finestre è dotata di fessure di legno che si possono aprire o chiudere per garantire una ventilazione ottimale. Nella parte centrale del cavedio venne installato un ascensore la cui meravigliosa cabina originale realizzata in legno funziona ancora oggi.</p>
<p style="text-align: justify">Il grande lucernario centrale consta di grandi elementi di ferro e cristallo e sovrasta il cavedio ampliato da <b>Gaudí.</b> Questo lucernario è l’elemento che permette l’accesso della luce a cascata su tutto il cavedio.</p>
<p style="text-align: justify"><b>Casa Batlló</b> è un capolavoro di forma, colore e luce. <b>Gaudí </b>con quest’opera anticipò la tesi del razionalismo, che sarebbe emersa 30 anni dopo, attraverso la sua concezione moderna della ventilazione.</p>
<p style="text-align: justify">L’opera, nel suo insieme, è un prodigio del disegno ornamentale grazie alla fioritura dell’artigianato. <b>Gaudí </b>lavorò con i migliori artigiani di tutti i settori e il risultato furono una lavorazione del ferro forgiato, in cui la curvatura non solo è retorica ed estetica, ma anche un rinforzo strutturale; sinuosi lavori in legno che diedero vita a porte tridimensionali dai sorprendenti rilievi; cristalli piombati con colori che filtrano la luce naturale; piastrelle in ceramica con rilievi, elementi ornamentali in gres del Montjuic, tutti elementi affidati alla maestria degli artigiani dell’epoca.</p>
<p style="text-align: justify">L’attico, caratterizzato da spazi diafani e ventilati con richiami all’architettura mediterranea, cattura l’attenzione per la sua struttura ad archi. Dalla sala principale dell’attico si ha modo di osservare il meraviglioso mondo organico di <b>Gaudí</b>. Qui si può osservare la disposizione degli archi parabolici che ricorda costole e sterno del corpo umano e che costituisce una struttura estremamente moderna con funzione di supporto della terrazza. Le scale elicoidali che conducono alla terrazza, strutturalmente molto spoglie, hanno un notevole impatto visivo. La balaustra, realizzata in ferro e caratterizzata da linee semplici, è già di per sé una scultura del XX secolo.</p>
<p style="text-align: justify">Sulla terrazza, il grande dorso del drago, che svolge un’importante ruolo di equilibrio estetico della facciata, cede parte del suo protagonismo ai quattro gruppi di sinuosi camini. Accanto all’effetto estetico, subentra sempre la funzionalità. Il vento non potrà mai ostruire l’uscita del fumo grazie a dei fumaioli situati nella parte superiore dei camini, rivestiti con le stesse tessere di mosaico, il caratteristico <i>trencadís</i>, che rivestono la facciata. <b>Gaudí </b>fece ricoprire le superfici ricurve con piastrelle spezzettate secondo un uso bizantino.</p>
<p style="text-align: justify">Percorrendo la casa, i dettagli non smettono di sorprendere in qualsiasi punto. Le porte di ogni piano sono identificate mediante lettere dai tratti modernisti, disegnate specificamente da <b>Gaudí</b> per la <b>Casa Batlló</b>. I vetri industriali nei pianerottoli della scala degli inquilini, traslucidi ma non trasparenti, permettono il passaggio della luce con discrezione e, a seconda di come si dirige lo sguardo, alterano le forme delle piastrelle del cavedio trasformandole in belle onde d’acqua.  Forme ergonomiche dei pomelli e dei corrimano, abbaini, lucernari per un’opera d’arte totale in cui l’artista interviene in ogni suo aspetto: progettazione, colore, forma, spazio, luce.</p>
<p style="text-align: justify">L’opera consta di pianterreno, piano principale con cortile, quattro piani interi, attico e terrazza, accesso privato al piano nobile, o principale, una scala per gli inquilini che si snoda all’interno di un cavedio ampliato e con intagli artistici come se si trattasse di un paramento della facciata esterna. Dalla strada si accede alle rimesse, a livello del pianterreno, che si addentrano fino a occupare la parte sottostante al cortile del piano nobile e da dove si accede alle carbonaie, nella parte inferiore.</p>
<p style="text-align: justify">In totale la casa occupa più di 5000 m2; si affaccia sul Passeig de Gracia mentre il versante posteriore si apre al cortile dell’isolato.</p>
<p>fonte sito web www.casabatllò.es</p>
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		<title>Un museo d&#8217;autore</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2016 11:41:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Il MAXXI Progetto Architettonico Il progetto dell’edificio dedicato al polo nazionale per l’arte e l’architettura contemporanee è stato selezionato in seguito a un concorso internazionale in due fasi bandito dal Ministro per i Beni Culturali nel 1998. Il progetto vincitore è stato quello dell’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, scelto tra 273 candidati provenienti da tutto il [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p>Il MAXXI<br />
Progetto Architettonico<br />
Il progetto dell’edificio dedicato al polo nazionale per l’arte e l’architettura contemporanee è stato selezionato in seguito a un concorso internazionale in due fasi bandito dal Ministro per i Beni Culturali nel 1998.<br />
Il progetto vincitore è stato quello dell’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, scelto tra 273 candidati provenienti da tutto il mondo. La proposta di Zaha Hadid ha convinto la giuria per la sua capacità di integrarsi nel tessuto urbano e per la soluzione architettonica innovativa, capace di interpretare le potenzialità della nuova istituzione e di dotarla di una straordinaria sequenza di spazi pubblici.<br />
Fonte Fondazione maxxi Roma</p>
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		<title>È morta Zaha Hadid, genio dell&#8217;architettura mondiale</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2016 20:52:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si è spenta a Miami per una crisi cardiaca l’architetto britannico di origine irachena famosa in tutto il mondo. Era ricoverata in ospedale per una bronchite. È stata la prima donna a ricevere i tre principali riconoscimenti del mondo dell’architettura: il Pritzker nel 2004, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Si è spenta a Miami per una crisi cardiaca l’architetto britannico di origine irachena famosa in tutto il mondo. Era ricoverata in ospedale per una bronchite. È stata la prima donna a ricevere i tre principali riconoscimenti del mondo dell’architettura: il Pritzker nel 2004, lo Stirling e la medaglia d’oro del Royal Institute of British Architects (RIBA). Nel 2010 “Time” l’aveva inclusa nelle 100 personalità più influenti del mondo. Era nata a Baghdad, in Iraq, da una famiglia benestante e, come ricordava, “cresciuta in uno dei pochi edifici in stile Bauhaus della città”. Studiò a Beirut poi si trasferì a Londra (divenendo cittadina britannica) dove conobbe Bernard Tschumi e Rem Koolhaas, nel cui Office for Metropolitan Architecture (OMA) iniziò a lavorare e divenne socia dal ’77, prima di fondare nel 1980 un suo studio (che ha raggiunto i 250 dipendenti). La sua architettura è stata certamente visionaria e proiettata nel futuro, tanto da suscitare entusiasmo ma anche critiche. Resterà una delle più grandi firme dell&#8217;architettura contemporanea.<br />
Quotidiano immobiliare 31/3/2016</p>
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		<title>Urbanistica Rione Prati</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2016 19:49:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Perchè pur essendo molto vicini a San Pietro , non si ha mai una visuale della cupola? Il fatto non è casuale ma voluto, in contrapposizione al Papa, dichiaratosi &#8216;prigioniero dello Stato italiano&#8217; nell&#8217;ambito della Questione Romana. Il piano regolatore del 1873 stabilì che l&#8217;impianto urbanistico non doveva essere basato su una visione prospettica della [&#8230;]</p>
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]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Perchè pur essendo molto vicini a San Pietro , non si ha mai una visuale della cupola?<br />
Il fatto non è casuale ma voluto, in contrapposizione al Papa, dichiaratosi &#8216;prigioniero dello Stato italiano&#8217; nell&#8217;ambito della Questione Romana.<br />
Il piano regolatore del 1873 stabilì che l&#8217;impianto urbanistico non doveva essere basato su una visione prospettica della famosa cupola.<br />
La toponomastica della zona, inoltre, si rifa&#8217; ai personaggi storici della Roma repubblicana ed imperiale ed agli eroi del Risorgimento.<br />
Si noti come la strada principale del Rione fu intitolata a Cola di Rienzo tribuno romano che nel XIV secolo tento&#8217; di ripristinare la repubblica di Roma contro il potere papale costituito.<br />
Inoltre il nome del rione fa riferimento ai vigneti e canneti facenti parte delle proprietà di Domizia, moglie di Domiziano: l&#8217;area prese il nome di Horti Domitii (&#8220;Orti Domiziani&#8221;) e in seguito di Prata Neronis (&#8220;Prati di Nerone&#8221;); durante il medioevo l&#8217;area prese il nome di Prata Sancti Petri (&#8220;Prati di San Pietro&#8221;) in riferimento all&#8217;adiacente basilica vaticana</p>
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		<title>ALBERGO DA GUINNESS DEI PRIMATI 7 STARS</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Dec 2014 14:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un omaggio al passato che accompagna l’apertura alla contemporaneità Oggi: Dal 7 marzo 2007 le sette stelle che brillano sulla galleria di Milano compongono una corona luminosa ideata dal talento imprenditoriale di Alessandro Rosso, l’uomo che ha concepito il progetto, e dall’estetica innovativa di Ettore Mocchetti, direttore di AD Architectural Digest, da decenni il testimone [&#8230;]</p>
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				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><strong>Un omaggio al passato che accompagna l’apertura alla contemporaneità</strong></p>
<p><strong>Oggi:</strong> <strong>Dal 7 marzo 2007</strong> le sette stelle che brillano sulla galleria di Milano compongono una corona luminosa ideata dal talento imprenditoriale di <strong>Alessandro Rosso</strong>, l’uomo che ha concepito il progetto, e dall’estetica innovativa di Ettore Mocchetti, direttore di AD Architectural Digest, da decenni il testimone più attendibile delle correnti d’avanguardia del design e dell’architettura. Una sinergia di competenze destinata al successo.</p>
<p><strong>Ieri:</strong> <strong>Il 7 marzo 1865</strong>, pochi anni dopo la proclamazione del Regno d’Italia, il Re Vittorio Emanuele II pone la prima pietra per la costruzione della monumentale Galleria, intitolata a suo nome. Progettata da Giuseppe Mengoni, come via di collegamento fra il Teatro alla Scala e il Duomo, la Galleria rappresenta simbolicamente il trait-d ’union fra il sacro e il profano. La grande cupola fonte principale di luce, padroneggia maestosa dall’alto. L’elegante Galleria diventa da subito per i milanesi il luogo di incontro ideale, tanto che ancor oggi è chiamata il Salotto di Milano. Il Re Vittorio Emanuele II volle in Galleria prestigiose Sale per ospitare incontri privati e pubblici, feste e balli sfarzosi. In quelle Sale si sono avvicendati nobili e maggiorenti borghesi, capi di stato e grandi artisti, principesse e cortigiane, in un valzer ideale che ha scandito la storia dei primi anni del Regno d’Italia.</p>
<p>Nel nuovo secolo per la loro posizione strategica e un’acustica eccezionale, le Sale sono state adottate dal Teatro Alla Scala per le prove degli artisti. Le Sale non erano più al servizio del Re ma dell’Arte.</p>
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		<title>100% MADE IN AUSTRALIA</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2014 13:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Alessandra Luciani]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Architettura]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#160; &#8230;. ma il tramonto sarà sul mare?! LINK Un’estensione naturale del paesaggio”così lo studio Modscape definisce questa straordinaria casa a picco sull’ oceano. Il progetto è stato concepito per esser realizzato in Australia, nello stato di Victoria. Una casa sulla scogliera progettata per creare un rapporto diretto con il mare, utilizzando tecnologie di progettazione [&#8230;]</p>
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<p>&#8230;. ma il tramonto sarà sul mare?!<br />
<a href="http://modscape.com.au/7-news-life-on-the-edge-australias-cliff-house/" target="_blank">LINK</a><br />
<em><strong>Un’estensione naturale del paesaggio”</strong></em>così lo studio<a href="http://modscape.com.au/"> Modscape</a> definisce questa straordinaria casa a picco sull’ oceano. Il progetto è stato concepito per esser realizzato <strong>in Australia</strong>, nello stato di Victoria.</p>
<p>Una <strong>casa sulla scogliera</strong> progettata <strong>per creare un rapporto diretto con il mare</strong>, utilizzando tecnologie di progettazione modulare e tecniche di prefabbricazione all’avanguardia. L’avveniristica abitazione si sviluppa verticalmente su quattro piani: dal posto auto coperto creato sulla scogliera, <strong>un ascensore conduce ai vari piani della casa</strong>. Grandissime e ampie pareti di vetro caratterizzano la struttura dell’edificio che gode di una vista eccezionale a 360 gradi dul mare.</p>
<p>Anche gli arredi sono stati progettati in funzione dell’ambiente che circonda la casa: un<strong> minimalismo estremo ma funzionale carettarizza il design interno voluto per non sminuire la vista sull’oceano</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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