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di Alessandra Luciani

Soddisfazione di Federalberghi per il via libera alla formula Condhotel

camera albergo

Ha finalmente concluso il proprio iter il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, che disciplina le condizioni di esercizio dei Condhotel. Il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, esprime “apprezzamento per il traguardo raggiunto”. La legge stabilisce che i Condhotel sono esercizi alberghieri composti da una o più unità immobiliari ubicate nello stesso comune o da parti di esse, che forniscono alloggio, servizi accessori ed eventualmente vitto, in camere destinate alla ricettività e, in forma integrata e complementare, in unità abitative a destinazione residenziale, dotate di servizio autonomo di cucina.

   “La formula del condohotel – sottolinea Bocca – genera vantaggi a 360 gradi: l’albergatore, grazie alla vendita di una parte dell’immobile, reperisce le risorse per riqualificare la struttura, che mantiene un assetto unitario; chi compra uno degli appartamenti può affidarne la gestione all’albergo (eventualmente riservandosene la disponibilità in alcuni periodi), realizzando un conveniente investimento; il cliente può usufruire di un nuovo tipo di offerta, senza rinunciare ai vantaggi ed ai servizi tipici del pernottamento in albergo.” Bocca evidenzia anche la peculiarità del modello italiano: “Il condhotel può nascere sia dalla trasformazione in appartamenti di una porzione di un albergo esistente (non più del 40% della superficie) sia dall’aggregazione ad un hotel di un certo numero di appartamenti ubicati nelle immediate vicinanze (200 metri lineari).”

   “Confidiamo che questa seconda modalità – prosegue Bocca – agevoli la bonifica del mercato delle locazioni brevi, sin qui caratterizzato dal dilagare di un’offerta improvvisata e non di rado irregolare. Il nuovo istituto può infatti risultare utile anche per chi desidera affittare il proprio appartamento ai turisti operando nel rispetto delle regole: gli immobili potranno essere affidati ad imprese alberghiere che li gestiranno in modo professionale, curando i vari adempimenti nel rispetto dei diritti dei consumatori, dei lavoratori e dei cittadini, dell’ordine pubblico e dell’equilibrio del tessuto urbano.” “La palla passa ora alle Regioni – conclude Bocca – che ci auguriamo provvedano celermente alla adozione dei provvedimenti di propria competenza, per rendere lo strumento pienamente operativo”.

   Scheda tecnica (l’iter del provvedimento) La disciplina legislativa del Condhotel è dettata dall’articolo 31 del decreto legge 12 settembre 2014, n. 133 (il cosiddetto “Sblocca Italia”) convertito dalla legge 11 novembre 2014, n. 164. Si è però dovuto attendere il 22 giugno 2017 per la decisione della Conferenza Unificata che ha sancito l’intesa sullo schema di Decreto predisposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per regolare la materia. Il 27 luglio 2017, il Consiglio di Stato, in sede consultiva, ha formulato alcune osservazioni, accompagnate da richieste di chiarimenti. Un secondo parere è stato espresso nella seduta del 23 novembre 2017. Il decreto è stato firmato dalla Presidenza del Consiglio il 17 gennaio 2018 e, dopo il via libera della Corte dei Conti, sancito il 27 febbraio 2018, è stato inviato alla Gazzetta Ufficiale per la pubblicazione, attesa per i prossimi giorni. I prossimi passi: l’articolo 5 del decreto prevede che ciascuna Regione, con propri provvedimenti, disciplini le modalità per l’avvio e l’esercizio dei Condhotel.

fonte web 28/2/2018

Il panorama immobiliare nelle principali città italiane

italia

Il franchising Tecnocasa ha realizzato un “giro d’Italia” del mercato immobiliare per analizzare prezzi, compravendite e tendenze nelle grandi città italiane.

Bari

Prezzi:  -1,3%

A Bari le zone centrali registrano un buon andamento grazie ai quartieri di Murat-Libertà e di Borgo Antico. In quest’ultimo quartiere poi si segnalano investimenti finalizzati all’affitto turistico. Nella macroarea di San Pasquale-Carrassi i prezzi decisamente diminuiti attirano anche investitori che acquistano per affittare agli studenti. Stabili i valori nei quartieri di Palese, Santo Spirito, Carrassi

Bologna

Prezzi: +1,1%

Compravendite: -3,0%

Bene il centro storico dove si segnala sempre una buona domanda di investitori, soprattutto genitori di studenti universitari, numerosi in città. In queste aree vanno avanti i lavori di ristrutturazione su immobili di grandi dimensioni (che vengono frazionati) o su uffici ormai non più utilizzati e che subiscono un cambio di destinazione d’uso in residenziale. Attese per l’area di San Donato e San Donnino in seguito al progetto FICO Eataly World,  un’area che sarà destinata all’agroalimentare e che dovrebbe portare un indotto di lavoratori e di visitatori annuali. Buon andamento anche  per il quartiere Barca dove si segnala una buona domanda di locazione per la presenza di aziende e dell’Ospedale Maggiore.

Genova

Prezzi: -3,0%

Compravendite: +2,6%

Ancora in calo i valori immobiliari nella città genovese, il parco immobiliare di bassa qualità             (spesso di tipologia popolare) e la bassa disponibilità di spesa espressa dai potenziali acquirenti fanno si che la ripresa sia ancora lontana nel capoluogo ligure. Si salvano la zona intorno all’Ospedale San Martino dove comprano anche gli investitori. L’offerta più signorile sembra tenere meglio.

Napoli

Prezzi +0,7%

Compravendite: +8,9%

Napoli è la città dove in questo momento dai nostri dati risulta una percentuale importante di acquisti ad uso investimento concentrati nelle zone centrali e, negli ultimi tempi, anche a San Giovanni a Teduccio grazie non solo alla presenza di facoltà universitarie ma anche all’arrivo del centro Ios della Apple che sta richiamando studenti da tutta Italia. L’attitudine sempre più turistica della città sta portando un aumento, soprattutto nelle zone centrali, di acquisti ad uso investimento per realizzare B&B ed affittacamere.

Roma

Prezzi  -0,7%

Compravendite: + 4,9%

Roma sconta il periodo difficile che sta vivendo e la ripartenza è rallentata. Le zone centrali comunque si salvano grazie ai numerosi acquisti ad uso investimento con destinazione turistica che hanno interessato la città e che si concentrano soprattutto nella zone maggiormente attrattive (Centro storico, San Pietro, Testaccio, Trastevere). Bene anche la zona Tiburtina soprattutto sul versante della locazione in seguito all’insediamento dei nuovi uffici di Bnp Paribas e non si esclude che si possano avere in futuro effetti anche sugli investimenti grazie alla vicinanza del  Policlinico e di diverse facoltà universitarie.  Anche la zona Marconi segnala una ripresa dell’investimento e ci sono diverse aree di nuova costruzione e di recupero (ex area Miralanza ed ex area Uci Cinema). Sempre bene le zone signorili tra cui  Parioli e Prati dove si registra una ripresa della domanda di immobili signorili.

Firenze

Prezzi: -0,2%

Compravendite: + 6,5%

Il centro di Firenze è oramai quasi appannaggio degli acquisti per investimento da destinare a B&B. Acquistano anche stranieri per pezzi particolari con vista e  decisamente prestigiosi. Tutto il centro (Santa Croce, San Gallo e Santa Maria Novella) risente dunque di questo tipo di acquisti.

Palermo

Prezzi: -0,6%

Compravendite: + 13,7%

Boom di compravendite a Palermo in questi primi nove mesi del 2017 grazie anche ai prezzi più vantaggiosi. Le zone centrali sono quelle che appaiono maggiormente dinamiche grazie alla sempre maggiore attrattività turistica della città, destinata ad aumentare ora che la città è stata nominata capitale della cultura per il 2018. Il fenomeno sta interessando le zone centrali e a ridosso della stazione della città dove sono in corso anche  diversi interventi di riqualificazione di arterie stradali, potenziamento della metropolitana. Tutto ciò in futuro potrebbe dare possibilità di miglioramento alla città.

Verona

Prezzi: +0,5%

In lieve aumento i valori nelle zone centrali dove si registra una buona domanda di acquisti ad uso investimento, anche come casa vacanza. Sostanzialmente stabili i valori immobiliari negli altri quartieri della città.

Torino

Prezzi: -1,0%

Compravendite: + 4,0%

Tra le metropoli italiane Torino è quella che, dopo Milano, ha saputo trasformarsi e rinnovarsi . Il 2006, l’anno delle Olimpiadi invernali è quello che ha fatto da spartiacque tra un “prima”, fatto di riqualificazioni sul territorio  e un “dopo”, in cui la città ha rivelato le sue notevoli potenzialità. I valori immobiliari però sono ancora in ribasso soprattutto nelle  zone in cui l’offerta immobiliare non è di qualità, zone centrali incluse. Un lieve aumento ha interessato il quartiere del Parco del Valentino dove si registra un ritorno degli investitori che acquistano soprattutto per la presenza di diverse facoltà universitarie. In diverse zone periferiche inizia a vedersi un aumento dei valori ma solo perché sono ormai talmente bassi che gli acquirenti di prima casa ne approfittano. Sempre bene la domanda ad uso investimento soprattutto a ridosso del Politecnico e in centro, dove si segnalano i primi acquisti di tipo turistico. Lievi incrementi di prezzo si registrano in diverse aree periferiche, dove ormai si erano raggiunti livelli molto contenuti. Sempre apprezzate e dinamiche anche le zone collinari dove, oltre agli investitori, si muove un target di acquirenti benestanti.

Milano

Prezzi: +1,0%

Compravendite: +7,8%

Milano continua a dare segnali positivi. Infatti le transazioni sono in aumento e i prezzi anche,  di poco. Continuano i lavori di trasformazione della città meneghina. Vediamo come stanno andando le diverse aree di Milano, con particolare attenzione a quelle interessate dai più importanti lavori di riqualificazione. Il progetto di Porta Nuova ha avuto i suoi effetti sulle zone centrali che, in questa prima parte del 2017, hanno registrato un aumento dei prezzi e sulla macroarea Centrale-Gioia-Fulvio Testi (+2,1%).

Entrambe le aree infatti  hanno cambiato volto negli ultimi anni  e ancora oggi gettano le basi per nuove trasformazioni urbanistiche. In crescita dell’1,8% i valori immobiliari della macroarea di Città Studi-Indipendenza grazie alla performance  registrata nella zona di Città Studi in seguito alla domanda di investitori e genitori di studenti. Non si registrano al momento effetti legati al trasferimento delle facoltà scientifiche dell’Università Statale nell’ex area dell’ Expo, ma in zona è previsto un importante progetto: il nuovo campus disegnato da Renzo Piano.

Incrementa i valori anche la macroarea di Navigli-Famagosta grazie alla presenza di importanti atenei e alle attese legate a “Symbiosis”. In crescita dell’1,3% i prezzi della macroarea di Vercelli-Lorenteggio dove si segnala la buona performance dei quartieri Wagner-De Angeli, Gambara e Bande Nere. Aumento dello 0,8% dei valori immobiliari per le macroaree di Fiera-San Siro e Lodi-Corsica e diminuzione dello 0,8% nella macroarea di Bovisa-Sempione.

Nella prima è la zona Fiera-Monterosa a segnalare  le prime richieste di acquisto e di locazione  da parte di chi lavorerà a City Life nelle sedi di Allianz e Generali che accoglieranno circa 6000 lavoratori e nel più grande centro commerciale urbano d’Italia, “CityLife Shopping District”, Impatti anche sulla macroarea di Bovisa-Sempione, in particolare sulla domanda ad uso investimento nella zona Sempione-piazza Firenze grazie al completamento della fermata “Tre Torri” della linea 5 della metropolitana che la collega velocemente proprio con gli uffici di City Life.

Occorre poi ricordare che a Milano  esistono anche altri due importanti progetti: il recupero degli  scali ferroviari e la riqualificazione delle periferie che interesserà in particolare le case popolari e le strade nonchè la creazione di nuovi centri di aggregazione.

idealista 23 gennaio 2018

Via Montenapoleone «regina» con canoni oltre 10mila al metro quadrato

milano

Via Montenapoleone «regina» con canoni oltre 10mila al metro quadrato – Il Sole 24 ORE

Milano e Via Montenapoleone guidano la classifica delle città e delle vie dello shopping italiane per valore immobiliare retail high street. A confermarlo è il Report “Fashion High Street – 2017”, realizzato dal Dipartimento di Ricerca di World Capital, in collaborazione con Federazione Moda Italia e Global Blue.

Le griffe internazionali, dunque, sono attratte dal capoluogo lombardo, con rendimenti lordi che oscillano tra il 2,5% e il 5%. Montenapoleone, in particolare, rimane prima tra le high street italiane per canone di locazione di immobili retail, con un prime rent pari a 10.300 eur o al metro quadro all’anno. I canoni, in via Montenapoleone, sono saliti del 34% in tre anni e la strada milanese dello shopping di lusso, con i saldi invernali in avvio oggi, si attesta al sesto posto a livello mondiale. Il record va alla Fifth Avenue di New York, dove il canone tocca i 31 mila euro/mq.

«La High Street meneghina ha registrato nel 2017 la migliore performance nel mercato immobiliare retail italiano – ha detto Neda Aghabegloo, Responsabile Dipartimento di Ricerca di World Capital generando competitività tra brand, ma anche soddisfazione da parte dei consumatori. Il 36% della spesa turistica internazionale effettuata in Italia, viene registrato proprio a Milano».

Fonte casa 24plus il sole 24 ore 5 gennaio 2018

Sull’Appia Antica una casa costa 5,2 milioni: ecco le vie più care d’Italia

appia

Sull’Appia Antica una casa costa 5,2 milioni: ecco le vie più care d’Italia – Il Sole 24 ORE

Le case più care d’Italia sono sull’Appia Antica, al secondo posto viale Michelangiolo a Firenze che batte piazza di Spagna a Roma. Sono le strade con le quotazioni più elevate secondo un’analisi di idealista. Con le sue residenze nel verde di un immenso parco archeologico, i proprietari dell’esclusiva zona a sud est di Roma chiedono in media 5.245.476 euro a chi è in cerca di proprietà di lusso.

Ai primi dieci posti della classifica, dove la Capitale compare tre volte, si trovano anche Firenze, Milano, Olbia, Capri e Forte dei Marmi. Sul secondo gradino del podio della graduatoria del lusso c’è viale Michelangiolo a Firenze, con un prezzo di 4,8 milioni di euro, e sul terzo Piazza di Spagna, ancora a Roma con 4,1 milioni di media. Milano è solo all’ottavo posto con via Manzoni a 2,37 milioni.
Lungarno Amerigo Vespucci, a Firenze, occupa la quarta posizione con richieste che superano in media i 3,7 milioni di euro in una delle vie a più alta densità di case di lusso del capoluogo toscano. Sotto i 3 milioni di euro tutti gli altri indirizzi della top 10 stilata da idealista: Porto Istana a Olbia (2,58 milioni di euro), Piazza Navona a Roma (2,5 milioni) e via Marina Piccola di Capri (2,5 milioni). Chiude la classifica a 2,2 milioni Forte dei Marmi.

Il Sole 24 ore 21/9/2017

Le vie più care d’Italia

Il sole 24 ore 21/9/2017

I NUOVI ITALIANI. CASA, LAVORO, CULTURA PER L’INTEGRAZIONE

ITALIANI

Il convegno Sidief – Banca d’Italia vuole essere l’occasione per approfondire i caratteri della presenza stabile degli stranieri in Italia, presenza che si attesta sui cinque milioni di persone e che sta determinando un cambiamento strutturale con ricadute importanti sul mercato del lavoro, sul tessuto produttivo, sulla scuola, sulla cultura, e sul mercato immobiliare.
Tema cruciale e critico dei percorsi di inserimento degli immigrati è quello dell’accesso alla casa, dato che la condizione abitativa degli stranieri fatica ad uscire dalla sfera della precarietà, specie nelle grandi città.
Il mercato privato dell’affitto, comparto minoritario quando si guarda alla condizione abitativa della popolazione italiana, rappresenta, invece, la condizione assolutamente prevalente se si isolano gli stranieri presenti sul nostro territorio.
Al di là di questo dato generale, poco si sa di come sta cambiando l’abitare degli stranieri nelle nostre città. La casa rappresenta anche un elemento chiave dei processi di integrazione sociale e culturale.

Mercoledì 18 ottobre 2017
ore 9.00 – 13.45
Centro Carlo Azeglio Ciampi per l’educazione monetaria e finanziaria
Roma, via Nazionale 190

PROGRAMMA
Indirizzo di saluto

Valeria Sannucci – Vice Direttore Generale BANCA D’ITALIA
Relazione introduttiva

Mario Breglia – Presidente SIDIEF
Proiezione video “I nuovi italiani”
Presentazione delle ricerche

Luigi Cannari – Vice Capo Dipartimento Economia e statistica BANCA D’ITALIA

Elena Molignoni – Ricercatore NOMISMA

Stefano Sampaolo – Ricercatore CENSIS

Carola Giuseppetti – Consigliere e Direttore Generale SIDIEF
Commenti

Livia Turco – Presidente FONDAZIONE NILDE IOTTI

Mario Deaglio – Economista Centro di ricerca e documentazione LUIGI EINAUDI

Moderatore: Mario Breglia – Presidente SIDIEF
Pausa caffè
Il ruolo delle Associazioni di settore

Daniele Barbieri – Segretario Generale SUNIA

Filippo Delle Piane - Vice Presidente ANCE

Silvia Rovere – Presidente ASSOIMMOBILIARE

Giorgio Spaziani Testa – Presidente CONFEDILIZIA

Moderatore: Fabrizio Di Lazzaro – Professore Ordinario di Economia Aziendale LUISS GUIDO CARLI
Storie di “nuovi italiani”

Suranga Deshapriya Katugampala – Regista

Lifang Dong – Avvocato

Fadi Hassan - Economista

Nicolai Lilin - Scrittore

Salvatore Marino - Attore

Fiona May - Atleta e attrice

Moderatore:  Luigi Donato – Capo Dipartimento Immobili e appalti BANCA D’ITALIA
Conclusioni

Paolo Piccialli – Presidente Consiglio di Sorveglianza SIDIEF

Fonte sito web SIDIEF

Francia: villa di Picasso a Mougins venduta all’asta per oltre 20 milioni 

villa-picasso

La grande villa colonica di Picasso, ultima dimora del pittore a Mougins (Alpi Marittime), e’ stata aggiudicata per poco piu’ di 20 milioni di euro a un uomo d’affari neozelandese originario dello Sri-Lanka durante la vendita all’asta presso il tribunale di Grasse. Il prezzo d’asta era stato fissato a 18,36 milioni di euro e Rayo Withanage, l’investitore di nazionalita’ neozelandese – a capo della societa’ immobiliare BMB fondata insieme a un principe del Brunei – ha alzato l’offerta del 10% aggiudicandosi la villa a 20,196 milioni di euro. La lunga vicenda legata alla vendita della villa di Picasso non e’ ancora finita perche’ l’acquirente ha ora due mesi per trovare i fondi necessari per il suo acquisto. “Rayo Withanage e’ proprietario da oggi ma deve ancora pagare il prezzo entro due mesi” conferma Van Rolleghem, avvocato della banca olandese Achmea Bank, creditore dell’ex proprietario dell’immobile. L’ex proprietario, che aveva acquistato la villa colonica nel 2007 per 12 milioni di euro da un erede Picasso, Catherine Hutin-Blay, aveva investito 10 milioni di euro in lavori. La casa colonica di Notre-Dame de Vie, abitata dalla vedova di Picasso, Jacqueline Roque, fino al suo suicidio nel 1986, ha una vista mozzafiato sull’Esterel e sulla baia di Cannes. La casa dispone di 32 stanze per un totale di 1.800 metri quadri, su un terreno di oltre 3 ettari con piscina, campi di tennis, casa del custode e vari annessi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) -|fonte web Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense

Italia-Cina: un import-export oltre i 38 miliardi di Euro

cinsi

 

Il 2016 è stato archiviato come anno record per gli investimenti cinesi nel real estate non soltanto all’estero, ma soprattutto in Italia.

La vincente sinergia tra Italia e Cina, infatti, ha contribuito a far registrare nel 2016 un interscambio tra i due paesi, che ha superato i 38 miliardi di Euro. Sempre nel 2016, la positività del dato viene accentuata dall’incremento delle esportazioni italiane pari al +6% rispetto al 2015. 

Focalizzandoci sull’identità degli investitori cinesi, in Italia oggi emerge che la gran parte degli investimenti viene realizzata da famiglie con figli (60%), spesso volenterose di fare dell’Italia la loro nuova casa, seguono poi le coppie (15%) e gli anziani (15%), mentre il restante 10% comprende le persone single.

Grazie alla vasta e variegata offerta data dal mercato immobiliare italiano, il Bel Paese si posiziona così al terzo posto della classifica delle destinazioni europee più di appeal per gli investitori cinesi.

Quel che rende l’Italia particolarmente attrattiva per gli investitori, soprattutto proveniente dalla Cina, è la stabilità del mattone. – dichiara Marco Clerici, Managing Director di World Capital – Da noi la proprietà e “per sempre”. L’investimento immobiliare in Italia risulta sicuro e in costante rivalutazione, questi due fattori fondamentali che distinguono l’offerta del Bel Paese da quella di altri mercati con trend più altalenanti, come per esempio quello spagnolo o statunitense. – conclude Marco Clerici – Oggi il mercato immobiliare italiano risulta particolarmente favorevole per gli investimenti, questo grazie agli attuali rendimenti costanti e alla rivendibilità degli immobili in futuro.”

talia-Cina: un import-export oltre i 38 miliardi di Euro – Il Blog dell’Immobiliare – World Capital

by Simona Giuliano

LEGGE SULLA CONCORRENZA N. 124/2017 IN VIGORE DAL 29 AGOSTO – DEPOSITO PREZZO DAL NOTAIO

CASSAFORTE

Riflettori accesi sulle trattative immobiliari. La legge sulla Concorrenza, ai commi 63 e seguenti dell’articolo 1, ha predisposto una norma a tutela dell’acquirente. Si tratta del deposito del prezzo al notaio, che dallo scorso 29 agosto (giorno dell’entrata in vigore) tanta attenzione ha suscitato.

Per capire bene cosa ha stabilito il legislatore, come funziona questo meccanismo e quali sono le ricadute su acquirente e venditore, idealista news ha parlato con Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato, il quale ha affermato: “Sta all’agente immobiliare, con la sua professionalità, e al notaio, in sede di preparazione dell’atto, cercare di rendere il più equilibrato possibile il rapporto tra venditore e acquirente”.

Come funziona il deposito del prezzo al notaio?

“Nel corso di una compravendita, secondo quanto previsto dal legislatore, su istanza di una delle parti – venditore o acquirente – è possibile depositare presso il notaio l’intero prezzo, laddove non sia stato pagato alcunché prima dell’atto definitivo, oppure il saldo. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo avviene su istanza dell’acquirente, poiché la norma è a tutela di quest’ultimo.

Il legislatore parte dal rogito perché il notaio è obbligatorio per il rogito. Ma è ovvio che una parte può richiedere il deposito del prezzo al notaio anche in sede di compromesso. Se facesse il preliminare trascritto dal notaio, nulla gli vieterebbe di anticipare questo effetto. La fattispecie tipica prevede tuttavia il rogito.

Una volta davanti al notaio, nel momento della stesura dell’atto ci sono due ipotesi:

  • quella in cui non sono stati dati acconti e quindi l’intero saldo viene versato al notaio;
  • quella in cui ci sia stata una contrattazione preliminare precedente e quindi al venditore sono già state consegnate delle somme; il saldo prezzo, generalmente, è comunque la parte più corposa e quest’ultimo viene depositato dal notaio, il che può avvenire in due modi diversi.

Le modalità operative sono:

  • assegno circolare intestato al notaio;
  • bonifico bancario sul conto del notaio.

Fino ad oggi il bonifico bancario non si è utilizzato perché l’acquirente non trasferiva l’intera somma al venditore fino a quando il venditore non aveva firmato; entrando in gioco un soggetto terzo – come il notaio – si può tranquillamente procedere senza rischi al bonifico sul conto del notaio. A quel punto sarà poi il notaio stesso a destinare la somma al venditore”.

Ricevuta la somma, cosa ne fa il notaio?

“Il notaio trattiene questa somma su un proprio conto, cosiddetto ‘conto dedicato’. Si tratta di un conto che ha delle caratteristiche definite proprio dalla legge sulla Concorrenza. E’ un conto impignorabile da parte dei creditori del notaio, non cade nella comunione legale del notaio e non cade nella successione dello stesso. L’acquirente è quindi protetto dalle vicende della vita del notaio, è sicuro che questi denari sono lì in modo transitorio e sono destinati ad arrivare al venditore. E’ un conto del notaio, ma è al di fuori del suo patrimonio. Tutti sono tutelati.

A questo punto il notaio, attraverso le somme che gli vengono date dall’acquirente, che sono quelle idonee per registrare l’atto, procede alla registrazione e alla trascrizione dell’atto nei Registri Immobiliari.

Avvenuta la trascrizione dell’atto, quindi quando si ha la certezza che l’atto notarile ha prodotto i suoi effetti anche nei confronti dei terzi (ossia che l’acquisto è sicuro al 100% e che l’acquirente non ha più alcun rischio in relazione alle vicende personali del venditore), il notaio certifica che l’iter dell’acquisto si è perfezionato nel modo completo e, essendosi fatto dare l’Iban dal venditore nel giorno dell’atto, procede a trasferire le somme al venditore stesso”.

Quanto tempo serve per la trascrizione dell’atto nei Registri Immobiliari?

“La normativa non dà un termine preciso e dettagliato. In genere, il notaio ha l’obbligo di trascrivere l’atto – e quindi di procedervi – nel più breve tempo possibile. I tempi, ovviamente, dipendono anche dalle esigenze delle parti. Se c’è una particolare esigenza ed è necessario procedere velocemente alla trascrizione, perché magari il venditore ha necessità di avere a disposizione il denaro, il notaio può accelerare i tempi. A quel punto, non appena ha la disponibilità delle somme che l’acquirente gli ha dato per registrare e trascrivere, procede alla registrazione e trascrizione. Il che può avvenire nel giro di due giorni.

E’ ovvio che, se la situazione è più tranquilla, ci può volere qualche giorno in più. Dipende dai casi in questione. La tempistica può dipendere anche dall’organizzazione dello studio notarile, ma non è una tempistica che può pregiudicare o creare dei problemi seri al venditore. Anche perché, se il venditore ha l’esigenza di avere i denari in fretta, l’adempimento può essere fatto in tempi brevissimi”.

Non ci sono rischi per il venditore?

“Bisogna far superare al venditore l’approccio psicologico di andare dal notaio, vendere, consegnare le chiavi della casa e uscire senza i denari. Il venditore non corre rischi. Le sole motivazioni per le quali il venditore potrebbe non incassare i denari sono connesse ai suoi creditori, alle sue eventuali posizioni di debito che pregiudicano questo iter”.

Il venditore dunque non rischia di essere parte debole del contratto?

“Sicuramente l’acquirente ha acquisito un elemento di tutela in più, ma starà all’agente immobiliare, con la sua professionalità fin dall’inizio, e al notaio, in sede di preparazione dell’atto, cercare di rendere il più equilibrato possibile il rapporto tra venditore e acquirente”.

Quali sono i vantaggi per l’acquirente?

“Si completa quel programma di sicurezza che i Registri Immobiliari danno. Oggi noi abbiamo un sistema in cui l’acquirente, nel momento in cui l’atto è trascritto in suo favore, è – come si dice in termine tecnico – ‘opponibile ai terzi’, ciò significa che di fronte all’intera comunità lui è proprietario e nessuno può mettere in discussione e contestare il suo acquisto.

Nel periodo temporale fra il rogito e il momento della trascrizione, fino all’entrata in vigore della nuova norma teoricamente l’acquirente era esposto al rischio che sopravvenisse una qualunque formalità di pregiudizio contro il suo venditore, che nel frattempo già aveva venduto il bene e incassato le somme, quando ancora la vendita non era stata trascritta. Con il passaggio del deposito prezzo, quello che è già un sistema comunque molto sicuro – perché il sistema immobiliare italiano è tra i più sicuri al mondo – raggiunge un livello di sicurezza totale”.

A partire da quando si applica la nuova normativa? Dal 29 agosto o anche nei rapporti in essere?

“Ormai il tempo tra il compromesso e il definitivo si è abbastanza allungato, a volte può trascorrere anche qualche mese. Adesso è sopravvenuta una normativa che deve essere applicata. Giuridicamente non è un concetto di retroattività, sarebbe retroattiva se si applicasse anche alle operazioni già chiuse, ma in questo caso non sarebbe possibile. E’ un concetto di applicazione della norma nel tempo. La norma comincia il 29 agosto 2017 e si applica a tutti i rapporti che sono in corso”.

idealista 25/9/2017

Villa Agrippina – Roma -

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villa Agrippina sorge alle pendici del Gianicolo e nel cuore di Trastevere, con una meravigliosa vista sulla città, sul Vaticano e su Castel Sant’Angelo e rappresenta il perfetto connubio tra lusso, glamour e storia.

Gran Melià Rome Villa Agrippina Miglior city hotel del mondo secondo i lettori di Condè Nast Traveller Spagna.

fonte web www.granmelia.com

 

ROMA A CASA DI AGRIPPINA

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Il cancello si schiude sui primi tornanti del Gianicolo: serve a tenere lontana la città dei rumori, del traffico e degli affanni. E spalanca un mondo ovattato, fatto di siepi e silenzi, di profumi e attenzioni. Parla la storia, per questo versante di un colle che si affianca agli altri sette, che ha San Pietro alle spalle e la città eterna distesa lì sotto, proprio dove scorre il Tevere. Parla la Storia perché qui aveva deciso di vivere Agrippina, la mamma di Nerone: qui si era fatta costruire una villa, dove si rilassava guardando il fiume e godendosi un panorama già allora fantastico, senza bisogno di alcun rogo aggiuntivo. Sulle rovine di quella villa sorse poi un convento, ora trasformato in vero resort di città, in pieno centro storico. E Agrippina non è affatto sparita dalla nuova destinazione turistica dell’edificio, diventato Gran Melià Villa Agrippina: il suo volto arcigno troneggia nella hall di questo 5 stelle lusso della catena spagnola.

E’ un gran posto, dove perfino i romani potrebbero venire per

concedersi un weekend nella propria città, che non sarebbe un regalo da poco. E magari l’inizio di una nuova moda. Perché questo è uno splendido luogo di fuga, dove si rimettono in sesto i pezzi della vita, sgangherati da un mondo che li ammacca. Basterebbe non far niente, godersi panorama e quiete, oppure concedersi quei trattamenti che il beauty center propone. Quello a cui non si può rinunciare sono le tentazioni del ristorante, il «Viva Voce». A governare fornelli e tavoli c’ è il Don Alfonso di Sant’ Agata ai Due Golfi, interprete di una cucina che presenta piatti ispirati alla gastronomia mediterranea. «Le preparazioni di Alfonso e Ernesto Iaccarino nascono dalla combinazione di semplicità, tradizione e innovazione – spiega Francesco Ascani, general manager del Gran Melià – Sono queste le chiavi della filosofia di Iaccarino che mira a celebrare il sapore e il profumo della natura con ogni piatto. Grazie alla varietà della nostra offerta, da quella gastronomica al benessere, senza tralasciare la location, i giardini, la piscina, puntiamo a diventare il nuovo punto d’ incontro in città».

Ci sono riusciti, in poco tempo. Facendo attenzione ai dettagli. Quando si entra, il personale addetto all’ingresso sorride e saluta, ma mette anche una mano sul cuore. Che sarà pure prescritto dal manuale, ma fa piacere. Uno dei piccoli tesori del Gran Melia.

fonte web www.corradoruggeri.it