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di Alessandra Luciani

Emergency Home, progetto senza fini di lucro una rete per alloggi a sanitari

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Gli agenti immobiliari d’Europa fanno rete per dare il proprio contributo durante l’emergenza coronavirus. Nata dall’idea di un agente immobiliare italiano, Emergency Home è una rete che cerca alloggio per chi è più esposto al Covid-19: i professionisti del settore sanitario sanitario e della Protezione civile. Lo scopo è che queste persone possano trovare sistemazione vicina al proprio luogo di lavoro per evitare di poter contagiare i propri familiari.

Emergencyhome.help si occupa di mettere in contatto professionisti del settore sanitario e addetti della Protezione civile con proprietari di immobili in tutta Europa, per offrire una casa libera dal coronavirus che permetta loro di riposare senza il rischio di contagiare la propria famiglia. Il progetto senza fini di lucro è nato quando un medico ha raccontato di essere molto preoccupato anche per il rischio a cui esponeva i propri cari ogni volta che rientrava a casa: gli sarebbe piaciuto potersi isolare in una casa vicina al posto di lavoro ed evitare l’ulteriore stress, dopo l’intensa giornata in ospedale, che il rischio di contagio si estendesse a figli, genitori e conviventi.

fonte articolo ANSA 12/04/2020

UNA CASA PER I MEDICI IMPEGNATI NELLA LOTTA AL COVID-19: ARRIVA EMERGENCY HOME

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Una rete che mette in contatto i professionisti del settore sanitario e della Protezione civile con i proprietari di immobili in tutta Europa, per aiutarli a trovare un alloggio vicino all’ospedale in cui lavorano e non mettere a rischio la salute dei propri familiari.

È questo, in estrema sintesi, l’obiettivo di Emergency Home, progetto senza scopo di lucro nato appena qualche settimana fa per sostenere le persone impegnate attivamente nella lotta contro il Covid-19. A far nascere l’idea sono state le parole di un medico che ha raccontato di essere preoccupato di poter mettere a rischio la salute dei propri familiari, spiegando che gli sarebbe piaciuto avere a disposizione un luogo in cui risposare in serenità tra un turno di lavoro e l’altro.

Emergencyhome.help è oggi disponibile in quattro lingue – italiano, spagnolo, inglese e francese – con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di case da poter mettere a disposizione di medici e professionisti del settore sanitario.

A sostenere il progetto è un gruppo di agenti immobiliari che opera senza scopo di lucro, per facilitare la connessione tra medici e proprietari. “Ci siamo accorti – spiegano i volontari – che anche restando a casa possiamo fare la nostra parte per aiutare chi si affanna per proteggerci. I primi messaggi che riceviamo dalle persone a cui abbiamo trovato alloggio per riposare in tranquillità dopo la giornata di lavoro sono emozionanti, anche gli agenti immobiliari e i proprietari di appartamenti attualmente vuoti possono rendersi utili in questo difficile momento”.

Gli alloggi messi a disposizione vengono ceduti con un contratto, in molti casi gratuitamente o con un rimborso spese simbolico per far fronte alle spese, alle bollette e alla pulizia finale. Chiunque voglia rendere disponibile il proprio immobile per questa iniziativa può scrivere all’indirizzo mail emergencyhomeitalia@gmail.com e mettersi così in contatto sin da subito con i volontari.

Fonte sito immobiliare.it 15/04/2020

La fragilità del quadro economico non sembra compromettere la ripresa del settore

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MERCATO IMMOBILIARE: TIMIDA RISALITA DEI VALORI PER IL RESIDENZIALE.

LA FRAGILITÀ DEL QUADRO ECONOMICO NON SEMBRA COMPROMETTERE LA RIPRESA DEL SETTORE

È quanto emerge dall’analisi del 2° Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma

COMUNICATO STAMPA Roma, 18 luglio 2019 – “La fragilità del quadro economico domestico non sembra compromettere le capacità di risalita del settore immobiliare, che dopo la pesantissima crisi che lo ha colpito sta ora faticosamente recuperando le posizioni perse durante la lunga parentesi recessiva. Si tratta di evidenze che è possibile ricavare sia dall’ulteriore espansione dell’attività transattiva che dal graduale miglioramento di tutti i principali indicatori economici del comparto” – è quanto emerge dall’analisi del 2° Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma presentato oggi a Roma nell’Headquarters di BNL Gruppo BNP Paribas, “Palazzo Orizzonte Europa”. BNL e BNP Paribas Real Estate sono al fianco di Nomisma in un appuntamento che è un punto di riferimento per il mondo immobiliare e per l’economia.

Tale dinamica sembra essere determinata non solo dall’incremento delle compravendite, ma anche dalla contrazione di tempi di vendita e sconti praticati e – per la prima volta – dalla timida risalita dei valori delle abitazioni usate (+0,2% in media su base semestrale). Secondo l’istituto bolognese è proprio l’inversione di tendenza dei prezzi a rappresentare un elemento di potenziale irrobustimento della congiuntura favorevole che ha caratterizzato il mercato negli ultimi anni.

A consuntivo 2018 il mercato immobiliare italiano ha fatto registrare 691 mila compravendite e la componente abitativa incide per l’84% del totale (dati del Consiglio Nazionale del Notariato). Ad acquistare un immobile residenziale sono prima di tutto soggetti nella fascia d’età compresa tra i 18 e 35 anni (29,4% del totale). Nel 2018, su 572.732 abitazioni compravendute è stata chiesta l’agevolazione per la prima casa per 367.209 immobili. Un dato che conferma il trend secondo cui in Italia ben oltre la metà delle abitazioni viene acquistata per essere destinata ad abitazione principale.

La tendenza espansiva del mercato residenziale, in atto dal 2014, si conferma anche nei primi tre mesi del 2019 con una variazione tendenziale delle quantità scambiate pari al +8,8%, leggermente inferiore a quella registrata nel trimestre precedente (+9,3%). A trainare la crescita sono stati principalmente i comuni capoluogo del Nord-Est Italia. Analizzando i tagli dimensionali delle abitazioni interessate dalla vendita, si evince come le soluzioni di piccole dimensioni (al di sotto degli 85 metri quadrati, con un’accentuazione maggiore per quelli inferiori ai 50 mq) siano quelle ad aver fatto registrare il maggiore dinamismo. Si tratta di soluzioni che rispondono ad un nuovo modello di famiglia legato alla mobilità professionale e al frazionamento dei nuclei.

Considerando il numero di compravendite residenziali relative alle otto principali città italiane si evincono dinamiche differenti: i due mercati dimensionalmente più significativi, Roma e Milano, hanno incrementato i volumi di compravendita in modo rilevante (tasso superiore all’11%); Bologna e Genova hanno avuto i tassi

di espansione più elevati (+15,2% e +12,9%); per quanto riguarda le altre quattro città analizzate, Torino e Palermo presentano variazioni più contenute (entrambe +2%) mentre in due casi – Firenze e Napoli – il segno è negativo (-5,2% e -1,3%).

Sul fronte dei prezzi, a partire dal 2007 i valori si sono mantenuti in territorio negativo, con il punto di massima intensità della flessione toccato nel 2013. Da quella data si è assistito ad una contrazione progressiva dei tassi di variazione dei prezzi fino ad arrivare al primo semestre dell’anno in corso quando la variazione semestrale è risultata essere positiva per la prima volta (+0,2%). Si mantiene invece negativa, anche se di intensità minore rispetto allo scorso semestre, la variazione dei prezzi di negozi (-0,3%) e uffici (-0,5%). Analoga tendenza sul fronte dei canoni di locazione, con variazioni semestrali positive nel segmento abitativo (+0,3%) ed una accentuazione positiva nel non residenziale con invarianza dei canoni per uffici e negozi (0,1% sul semestre). Segnali che confermano per l’istituto di ricerca bolognese il tendenziale miglioramento in atto in tutti i comparti.

Considerando i tempi medi di vendita delle abitazioni, ci sono mercati che presentano tempi di assorbimento piuttosto dilatati, in particolare quelli di Catania, Roma e Venezia Terraferma, mentre sono Milano, Napoli e Venezia Laguna le città che mediamente hanno tempi di assorbimento meno dilatati. In media, nei primi sei mesi del 2019 per vendere e affittare un immobile residenziale sono stati necessari rispettivamente 6,2 e 2,9 mesi. Nel segmento della locazione sono Bologna e Milano a vantare i tempi più contenuti per arrivare alla definizione contrattuale (1,8 mesi).

Seppure in un contesto meno favorevole, il settore immobiliare sembra mantenere intatta la vigoria dimostrata negli ultimi anni. Per Nomisma, il rischio di un nuovo ripiegamento non può dirsi del tutto scongiurato, soprattutto se la prospettiva economica del prossimo biennio dovesse confermarsi debole come paventato. In tale quadro, il contenimento delle tensioni finanziarie rappresenta un elemento imprescindibile per il ripristino di un clima di fiducia idoneo a favorire investimenti nel settore immobiliare, evitando implicazioni sistemiche che avrebbero come effetto un nuovo inaridimento del canale creditizio e la conseguente penalizzazione del massiccio fabbisogno dipendente da esso.

fonte comunicato stampa Nomisma 18 luglio 2019

Non e’ ancora esaurita la fase di flessione dei valori nel settore residenziale

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ROMA/MERCATO IMMOBILIARE: PER IL MERCATO RESIDENZIALE ATTESO UN CONSOLIDAMENTO DEL NUMERO DI COMPRAVENDITE, MA NON E’ ANCORA ESAURITA LA FASE DI FLESSIONE DEI VALORI

È quanto emerge dall’analisi contenuta nel 2° Osservatorio Immobiliare 2019 di Nomisma

COMUNICATO STAMPA
Roma, 18 luglio 2019 – “Il mercato immobiliare residenziale capitolino vede confermare, in questa prima parte dell’anno, le principali tendenze evidenziate nella precedente rilevazione di fine 2018, con un trend di leggero irrobustimento delle compravendite e valori invece ancora mediamente in flessione” – è quanto emerge dall’analisi del 2° osservatorio immobiliare di Nomisma 2019.

Il comparto residenziale
Nel 2018 le compravendite hanno segnato un incremento del 3%, percentuale in linea con quella del 2017. Grazie alla progressiva riduzione dei prezzi delle abitazioni sostenuta dalla accresciuta disponibilità di concessione di mutui da parte del sistema bancario, Nomisma rileva un ampliamento dell’importo erogato per i mutui nella provincia di Roma pari a +3,5% rispetto al 2017. Dall’indagine condotta dall’Istituto bolognese presso gli operatori del settore emerge – per il primo semestre dell’anno in corso – una stazionarietà dei principali indicatori dei livelli di domanda e di offerta, sia per quanto attiene la compravendita, sia per quanto riguarda la locazione. I tempi di formalizzazione degli scambi si collocano tra i 7,5 mesi per le abitazioni nuove e i 7 mesi per quelle usate. I divari medi registrano una crescita per gli immobili nuovi (9%) e rimangono stabili, ormai da diversi semestri, per quelli usati (14%).
Passando alla locazione essa appare meno negativa rispetto alla compravendita; i canoni tornano ad aumentare con tassi di crescita tuttavia ancora mediamente contenuti (+0,2% semestrale). Risultano in aumento le famiglie che scelgono la soluzione abitativa dell’affitto come prima casa, a discapito delle locazioni di tipo transitorio o per studio e lavoro, in calo rispetto allo scorso anno. I tempi di locazione scendono sui 3,5 mesi in media per le abitazioni nuove e si riportano sui 4 mesi per quelle usate, mentre la redditività lorda da locazione si attesta mediamente intorno al 5,8%.

Il comparto non residenziale
Esso si presenta ancora caratterizzato da dinamiche piuttosto negative; il dato a consuntivo del 2018 conferma la battuta d’arresto già anticipata da Nomisma a novembre dello scorso anno. La domanda risulta ancora una volta in diminuzione per tutte le tipologie, cosicché l’offerta tende a risultare sovrabbondante rispetto alla capacità di assorbimento del mercato. Nel comparto direzionale la contrazione dei valori è stata più evidente in alcune zone della capitale: la media cittadina è rimasta ancora in territorio negativo (0,9% nel semestre), trainata soprattutto dall’accentuazione della flessione nelle zone centrali (-2,5%) e semicentrali (-1,8%). Al contrario, altre zone periferiche hanno mostrato un’attenuazione della diminuzione dei prezzi medi rilevati. La riduzione dei valori non ha frenato l’incremento dello sconto mediamente concesso per la vendita ora al 18% con picchi del 20% in periferia. I tempi di vendita sono leggermente aumentati, portandosi sui 9,5 mesi in media.

Passando al segmento della locazione per uffici l’andamento si presenta simile a quello della compravendita, con canoni ancora mediamente in flessione (-0,5% semestrale), anche se in misura lievemente più attenuata e con tempi di formalizzazione dei contratti in aumento tendenziale (6 mesi e mezzo in media, con punte di oltre 7 mesi e mezzo nelle zone periferiche). Rimane pressocché stabile il rendimento medio lordo da locazione intorno al 5,8%.
In ambito commerciale, la contrazione dei valori è proseguita con una nuova accentuazione dell’intensità del calo, in particolare dei prezzi (-1,2% mediamente nel semestre) e andamenti diversificati nelle varie zone urbane. I canoni, a livello cittadino, risultano ancora in flessione (-0,3% nel semestre), fatta eccezione per le zone centrali dove si è registrato un aumento dello 0,8%. Le tempistiche di finalizzazione delle trattative restano elevate, sia per la vendita sia per la locazione, in particolare per le zone periferiche. In crescita il divario percentuale medio (ora al 17%).

Previsioni
Nomisma registra come la situazione, per il comparto residenziale, continui ad essere instabile. Ci si attende un consolidamento del numero di compravendite, tuttavia non si ritiene ancora completamente esaurita la fase di flessione dei valori, in termini di prezzi e di canoni, ritenuti ancora in leggera diminuzione. Per il comparto non residenziale le previsioni non appaiono favorevoli, si attende una flessione dei valori e una contrazione degli scambi, sia per quanto attiene la vendita, sia per quanto concerne la locazione.

fonte comunicato stampa Nomisma 18 luglio 2019

E’ FESTA A ROMA LA GARBATELLA COMPIE 99 ANNI

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Il 18 febbraio 2019 si celebrerà il 99° compleanno della Garbatella, una festa che durerà per quasi tutto il mese.

Lo storico quartiere romano venne fondato il 18 febbraio 1920, giorno in cui venne posata la prima pietra di questa architettura a misura d’uomo, nata dalla mente di Robert Owen, brillante imprenditore britannico.

In seguito all’aumento della popolazione nei centri urbani, la qualità della vita, specie per le classi operaie, era drammatica. Per ovviare al degrado, si pensò a nuclei abitativi immersi nel verde, autosufficienti, non lontani  dalla città, ma con i vantaggi di un ambiente salubre e meno congestionato: nasce la Città Giardino.

Il piano urbanistico del 1920 dell’architetto Gustavo Giovannoni, rifacendosi agli esperimenti britannici, prevedeva tracciati stradali curvilinei, villini bifamiliare o plurifamiliari con giardino, oltre ai fabbricati detti “intensivi”, edifici caratterizzati da forte densità abitativa, come chiese, scuole, uffici postali e negozi.

Il primo nucleo della Garbatella, edificato attorno a piazza Benedetto Brin, che sarebbe dovuto diventare il borgo operaio della vicina zona industriale dell’ Ostiense, accolse, invece, gli abitanti delle zone intorno a San Pietro, quando fu costruita via della Conciliazione. Le case dotate di cortili interni e di piccoli appezzamenti di terreno, gli spunti pittoreschi, vernacolari e medievaleggianti, oltre alla contemporanea Street Art, concorrono oggi a creare un ambiente sospeso nel tempo, talvolta una città del silenzio.

La Garbatella è stata la musa di personaggi del cinema Neorealista e non solo, Pasolini e Daniel Pennac; vi sono nati o cresciuti: Alberto SordiMaurizio ArenaEnrico Montessano e Valerio Mastandrea.

Una passeggiata senza una meta precisa, tra le suggestive viuzze, alla scoperta di un’architettura fantastica che la città non ha più realizzato, è il modo migliore per scoprire un mondo davvero a parte.

FONTE SITO COMUNE DI ROMA FEBBRAIO 2019

E’ FESTA A ROMA LA GARBATELLA COMPIE 99 ANNI

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Il 18 febbraio il quartiere romano della Garbatella compirà 99 anni, ma lo sguardo di abitanti, comitati ed istituzioni è già rivolto al prossimo anno. Nel 2020 scoccheranno i cento anni da quando re Vittorio Emanuele III, posò la prima pietra in piazza Benedetto Brin in quella zona di campagna sui Colli di San Paolo che la giunta di Ernesto Nathan ideò per i futuri lavoratori portuali: il progetto iniziale era di collegare l’area al porto di Ostia con un canale navigabile, parallelo al Tevere, che però non fu mai realizzato. Sono già dunque in piena attività i preparativi per il centenario del quartiere nato sul modello delle “Città Giardino” sorte in Inghilterra – come testimoniano i ‘lotti’ più antichi dei 62 costruiti su 26 ettari, villini economici di due piani circondati da orti e giardini costruiti dall’Istituto Case Popolari – e poi trasformatisi con l’avvento del fascismo quando nacquero i cosiddetti “alberghi collettivi”, grandi edifici con singole stanze da letto e spazi comuni per ospitare i tanti romani “sfrattati” dal centro di Roma, dove erano in corso i grandi lavori.
L’Ottavo municipio, il Comune, la Regione, l’Università Roma Tre e la Camera di Commercio e rappresentanti dell’Ater si sono già incontrati due volte e stanno per costituire il Comitato “Garbatella 100″, che sarà sancito da un protocollo d’intesa con l’obiettivo – come spiegato dal presidente del municipio Amedeo Ciaccheri – di rendere il centenario un appuntamento non solo della Garbatella ma di tutta la città, ricco di eventi culturali e al tempo stesso un’occasione per un recupero urbano e architettonico del quartiere. Tra le proposte, che ora dovranno essere vagliate, c’è la ristrutturazione dei lotti più antichi, la sistemazione delle principali piazze come Largo delle Sette Chiese, piazza Biffi, piazza Bartolomeo Romeo o piazza S.Eurosia, il restauro della Fontana Carlotta, uno dei simboli del quartiere, dove l’acqua sgorga da una testa femminile, appunto Carlotta che, la leggenda narra, fosse l’ostessa “garbata e bella” da cui prende proprio il nome la Garbatella. E per sostenere il restauro della fontana è già partita una raccolta di adesioni, mentre è in corso un’azione di volontariato promossa dal comitato di quartiere per una bonifica di piazza Brin, dove si trova la prima pietra di fondazione. Anche la Cna ha scelto di dare un contributo e si occuperà di realizzare una mappatura delle botteghe storiche del quartiere da salvaguardare.
Altra iniziativa per il centenario è stata promossa dall’VIII municipio che ha indetto un concorso di idee rivolto alla cittadinanza per la creazione di un logo che diventi il simbolo della Garbatella e della sua “festa” in ogni evento del 2020. Il 24 febbraio in piazza Damiano Sauli, dominata dalle quattro aquile littorie frutto del razionalismo dell’architettura fascista collocate sulla scuola elementare “Cesare Battisti”, set della famosa serie televisiva dei Cesaroni – il presidente del municipio comunicherà al “popolo” della Garbatella quale sarà il logo scelto e si augura che potrà essere anche l’occasione per illustrare alcuni punti del programma del centenario. Ma sarà anche una festa col concerto del gruppo “Il muro del Canto” dal titolo “L’amore mio non more”. Il clou dei festeggiamenti per le 99 candeline del quartiere sarà invece il 18 febbraio con il concerto della banda musicale del corpo di Polizia locale di Roma Capitale e la Marcia della Pace con gli alunni delle scuole elementari e medie da piazza Benedetto Brin a piazza Oderico da Pordenone, dove verranno apposti – su quello che nel quartiere viene considerato l’Ulivo della Pace – i pensieri dei ragazzi dedicati alla pace e al decoro, filo conduttore del compleanno targato 2019.
Sono tantissimi gli appuntamenti da qui al 24 febbraio: mostre fotografiche come “I ricordi nel cassetto” tratta dalle collezioni private delle famiglie e delle istituzioni della Garbatella, visite guidate, concerti, presentazioni di libri, tornei sportivi, tante iniziative per brindare a quel quartiere popolare e storicamente “rosso”, il più amato da Nanni Moretti, come ammette in un episodio del film “Caro Diario”, e visitato il 13 dicembre del 1931 dal Mahatma Gandhi.
FONTE SITO ANSA FEBBRAIO 2019

Rischio Italia, stranieri in fuga dai Btp: vendite record a 70 miliardi

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Gli investitori esteri tra maggio e giugno hanno venduto rispettivamente 34 e 38 miliardi di obbligazioni italiane, un record storico. I timori sulla legge di Bilancio

Meno 70 miliardi in due mesi. I dati della Banca centrale europea, citati ieri dal Financial Times, rintracciabili negli ultimi due bollettini della Banca d’Italia, non lasciano dubbi: il saldo delle attività degli investitori esteri tra maggio e giugno è un segno rosso per 34 e 38 miliardi di obbligazioni italiane. Un record non lusinghiero. Anche se i titoli di Stato ammontano «solo» a 33 miliardi in giugno e a poco più di 23 in maggio. Il risultato, però, non cambia: chi ritiene di avere in portafoglio troppa Italia rispetto al tasso di incertezza sopportabile per il suo interesse, vende il debito tricolore. Due impennate negative, una di seguito all’altra, che sottolineano una volta di più le fragilità con cui il Paese è chiamato a fare i conti. Cifre da non enfatizzare, dicono in ambienti del Tesoro. Ma nemmeno da sottovalutare.

Di che cosa hanno paura quelli che vendono? Non riescono a immaginare quale sarà il punto di atterraggio della discussione sulla legge di bilancio, attesa per la metà di ottobre, con cui il governo vorrebbe far partire misure non sempre compatibili con i vincoli europei. Aspettano di farsi un’idea sull’eventuale aumento del deficit per finanziare misure a sostegno della crescita e della povertà, ma anche il giudizio delle agenzie di rating. Una bocciatura potrebbe danneggiarci molto. In casi estremi addirittura farci perdere l’accesso al mercato e costringere i grandi portafogli, che non possono investire in titoli troppo rischiosi, a disfarsi di tutto il debito italiano.

Secondo i dati del giornale britannico, leggibili nelle statistiche delle autorità monetarie , è toccato alle banche italiane scendere in campo per controbilanciare, almeno un po’, la partita. Nel secondo trimestre del 2018, infatti, gli istituti di credito hanno acquistato una quarantina di miliardi di Btp. Anche in questo caso si tratta di un record. Per trovare uno sforzo più ampio del sistema creditizio bisogna tornare ai tempi bui della crisi del debito nel 2012.

Gli investitori esteri possiedono un terzo del nostro debito, che ammonta a oltre 2.300 miliardi. Si tratta dunque di una cifra nell’ordine dei 700 miliardi. La maggior parte dei Btp fa

capo a soggetti italiani, famiglie comprese, che investono sempre di più attraverso fondi e gestioni patrimoniali.

L’altra misura dell’incertezza è lo spread. La differenza tra i nostri rendimenti decennali e quelli dei titoli tedeschi negli ultimi mesi è più che raddoppiata passando da 120-130 punti a 260-270, toccando nei momenti peggiori quota 300. E anche questi non sono numeri rassicuranti perché uno spread stabilmente elevato spinge la spesa per onorare il debito pubblico, il Moloch che ci tiene in piedi e che dovremmo abbattere. L’Italia ha bisogno di piazzare sul mercato circa 400 miliardi di titoli l’anno, come è avvenuto anche nel 2017.

La buona notizia è che non siamo più nel contesto del 2011. L’Italia cresce, anche se poco, nel resto d’Europa e negli Usa la ripresa è più forte. Fino al 2019 la Bce andrà avanti, seppur con meno vigore, col programma di acquisto di titoli di Stato. Che va a ingrossare il bilancio della Banca d’Italia, tenendo a bada rendimenti e spread. Il super debito però va aggredito. E i timori di chi lo vende ce lo ricordano una volta di più.

fonte corriere 28 agosto 2018

Immobiliare, prezzi ancora giù: “Incertezza su scelte Governo”

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Lo studio di Scenari Immobiliari evidenzia lo stato di buona salute del mercato immobiliare in Europa, con l’Italia che però segna il passo: bene le compravendite, ma i prezzi languono: “Contrazione fisiologica rispetto ad un anno straordinario come il 2017, ma c’è crisi di prodotti di qualità e gli investitori esteri sono più cauti”.

Il mercato immobiliare europeo corre, ma quello italiano arranca, penalizzato dalla cautela degli investitori esteri e dall’incertezza sulle politiche del nuovo governo in materia. E’ quanto emerge dall’European Outlook 2019, presentato in apertura del 26° Forum organizzato da Scenari Immobiliari a S. Margherita Ligure. Nel 2018, nei principali Paesi dell’Ue (compreso il Regno Unito, nonostante Brexit), la stima è di un ulteriore rafforzamento della crescita del fatturato del settore, di oltre dieci punti percentuali. Per il 2019 la previsione sarà invece di un fisiologico rallentamento, che dovrebbe comunque segnare ancora una crescita positiva di almeno sette punti rispetto all’anno in corso.

Nel dettagli, il fatturato immobiliare del 2018 prevede risultati positivi nei principali cinque Paesi europei, con un’accelerazione in Francia e Germania, seguite da Spagna e Inghilterra, che si è posizionata ultima con l’8,7 per cento in più sul 2017. Molto più lento il ritmo dell’Italia, che si distacca di oltre tre punti percentuali, con crescita del 5,3 per cento nel 2018 e prevista ancora rallentamento nel 2019, con un aumento per 4,8 per cento per il prossimo anno. Per il 2019 Germania e Spagna manterranno un ritmo sostenuto, con aumenti sopra l’otto per cento, mentre seguiranno a ritmi più calmierati Francia e Inghilterra, con circa il sette per cento in più sul 2018. Anche l’Unione europea a 28 membri ha registrato un andamento positivo, ma con variazioni meno significative rispetto alle cinque potenze, pari al +4,7 per cento nel 2018 e + 3,1 per cento nel 2019.

Sempre secondo l’analisi di Scenari Immobiliari, anche l’andamento dei prezzi medi residenziali rispecchia quello del fatturato, con aumenti intorno al 5 per cento in Francia, Germania e Spagna per l’anno in corso, mentre l’Italia, invece, è l’unico Paese ancora in calo, anche se la contrazione va progressivamente riducendosi, facendo stimare per l’anno prossimo un arresto della discesa delle quotazioni. Oltre Oceano, gli Stati Uniti godono di un periodo florido dal punto di vista economico e immobiliare, con previsioni di crescita ogni anno superiori, e un aumento del fatturato del 12,1 per cento per il 2019. Stessa tendenza per i prezzi del comparto residenziale, con un rialzo atteso del 6,8 per cento nel 2019.

Pure le compravendite di abitazioni sono in una fase del ciclo molto positiva in tutti i principali Paesi della Ue, con un incremento medio che a fine 2018 tocca gli 8 punti percentuali dopo l’aumento dell’11 per cento del 2017 sul 2016. L’Italia è in costante aumento anche nel 2018,dopo la somma di 53 miliardi raggiunto nel 2017, anche se i primi mesi dell’anno hanno frenato il ritmo di crescita. In diminuzione anche la percentuale di surroghe, che non costituiscono più una grande quota delle stipule, ma le stime di settore rimangono positive per gli importi.

Il mercato immobiliare italiano, secondo Scenari Immobiliari, è rallentato dalla carenza di prodotto di qualità, sia nel nuovo residenziale (sceso sotto il 10 per cento dell’offerta) che nel non residenziale, soprattutto nelle grandi città. Gli investitori esteri hanno ancora un sentiment positivo nei confronti dell’Italia e nel primo semestre hanno acquisto (per due terzi uffici e il resto commerciale) per quasi due miliardi di euro. È quasi la metà rispetto allo scorso anno. Gli investitori istituzionali italiani (fondi e assicurazioni) hanno comprato per poco più di un miliardo. La contrazione rispetto allo stesso periodo del 2017 è pari al 48,2 per cento. “Al momento non è una ‘fuga’ dall’Italia – ha detto Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, presentando il Rapporto – ma una contrazione fisiologica rispetto ad un anno straordinario come il 2017 e al drastico calo del prodotto di qualità sul mercato. Tra i fatti nuovi la maggiore attenzione verso Roma, con la ricerca di immobili di alto livello da trasformare in alberghi”.

“Il 2018 si è confermato positivo per il mercato immobiliare italiano – ha tuttavia spiegato Mario Breglia – anche se investitori e famiglie si sono mostrati più cauti rispetto al 2017. L’incertezza su quali saranno le politiche fiscali e occupazionali del nuovo governo mette un freno alle prospettive. Il mercato soffre della carenza di prodotto nuovo e di qualità. Escluso Milano, i prezzi delle case non salgono e le prospettive sono di una prosecuzione del trend anche il prossimo anno”.

fonte firstonline .info 14/9/2018

Humanitas University e Camplus: ecco la Mario Luzzatto Student House

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Mario Luzzatto Student House

È il primo campus italiano in cui vive la dimensione di università integrata con la ricerca e l’ospedale

Humanitas University apre le porte della Mario Luzzatto Student House, la nuova residenza universitaria. Si arricchisce così il modello educativo di Humanitas University fondato sull’integrazione tra didattica, ricerca e clinica, a cui si aggiunge l’accoglienza per gli studenti integrata da servizi di formazione e sostegno allo studio – tra cui corsi di lingua e attività ricreative. La nuova residenza, presentata oggi, sarà gestita da Camplus, primo provider di housing per studenti universitari in Italia, che oggi gestisce circa 8 mila posti letto in tutto il Paese.

Una proposta innovativa che valorizza il contesto internazionale di Humanitas University anche grazie a Camplus, partner con una solida esperienza nella gestione delle residenze universitarie sviluppata con i Camplus College, il network dei collegi di merito della Fondazione CEUR riconosciuti e accreditati dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

La Mario Luzzatto Student House, in via Rita Levi Montalcini 4 a Pieve Emanuele, è dedicata a Mario Luzzatto, manager di fama internazionale, artista e filantropo, e si trova nel nuovo Campus inaugurato nel 2017 dal Presidente Sergio Mattarella, in un’area di 20.000 metri quadrati collegata al centro di Milano.

240 i posti letto, in alloggi con camere singole o doppie, che saranno disponibili a ottobre con l’inizio dell’anno accademico. E poi laboratori, aule studio, palestra, sala relax, biblioteca, terrazza, giardino, caffetteria, lavanderia… tanti spazi comuni dove fare networking e condividere i momenti più emozionanti della vita da studenti. Tra i servizi aggiuntivi, incontri di orientamento e tutoring, iniziative culturali e ricreative. 17 milioni di euro l’investimento per terreno e struttura, costruita nel tempo record di un anno.

Nella gestione della residenza, Camplus metterà a disposizione degli studenti, oltre all’accomodation, anche servizi ad alto valore aggiunto come percorsi di formazione ed eventi di intrattenimento, in grado di accompagnare e supportare gli universitari durante il periodo di studio.

“Diventare un professionista delle Life Sciences oggi – spiega Giorgio Ferrari, Consigliere Delegato di Humanitas University – significa muoversi in un contesto internazionale. Con il Campus, la nostra università, che da subito ha esercitato una forte attrattiva verso gli studenti stranieri, può favorire l’integrazione tra i professionisti di domani con momenti di incontro e scambio tra giovani di culture diverse per costruire relazioni nuove e di ampio respiro”.

“Nella gestione di quest’importante struttura – commenta Maurizio Carvelli, Fondatore e CEO di Camplus – possiamo mettere a disposizione degli studenti la nostra filosofia di accoglienza e formazione, frutto di un’esperienza maturata negli ultimi trent’anni, capace di interpretare i bisogni attuali degli universitari. Nelle nostre residenze offriamo ai ragazzi servizi residenziali di alto livello e numerose opportunità formative integrative agli studi, come corsi di lingua, attività di internazionalizzazione e community, orientamento alla professione tramite incontri con dirigenti di azienda, professionisti e ricercatori di settore. Il tutto sotto la guida di una direzione che sostiene ciascuno studente nelle sue scelte mediante continue occasioni di confronto, per accompagnarlo in uno dei periodi più importanti della sua vita”.

Il test di medicina e l’internazionalità del modello Humanitas

Oggi 1500 studenti (+26% rispetto al 2017) si sono misurati con il test d’ingresso IMAT – International Medical Admissions Test – in lingua inglese per i 100 posti a disposizione nel corso di Laurea internazionale in Medicina e Chirurgia di Humanitas University. Sono stati già assegnati invece i 50 posti dedicati ai giovani extra europei, che hanno già sostenuto il test ad Aprile. Nel 2018 cresce la componente internazionale: 17% gli stranieri presenti al test (di cui il 5% provenienti dal Regno Unito, 4% dalla Germania, 2% dalla Svizzera), che potenzialmente si andranno ad aggiungere agli studenti extra europei a cui sono già stati assegnati 50 posti. La percentuale di studenti internazionali in Humanitas University al momento è di 44%, persone che provengono soprattutto da Gran Bretagna, Stati Uniti, India, Iran, Canada, Germania, Grecia e Taiwan. Il test IMAT si svolgerà contemporaneamente presso il Forum di Assago e in altre 16 città in tutto il mondo.

La prima notte da aspiranti medici

La sera prima del test, le porte del nuovo Campus si sono aperte per i giovani iscritti alla prova di ingresso. Un’occasione speciale di alloggiare in anteprima presso la nuova struttura del Campus e diventare “universitari per una notte”, tra ripasso e relax.

fonte affari italiani 7/9/2018

Aedes SIIQ vende immobile direzionale a Milano in Via Agnello a un prezzo di € 50,75 milioni

milano

Aedes SIIQ S.p.A. comunica di aver firmato, con un primario investitore istituzionale, il contratto per la compravendita dell’immobile ubicato a Milano in Via Agnello 12, a un prezzo di € 50,75 milioni, equivalente a un Net Cap Rate del 3,3% circa. L’immobile, con destinazione d’uso direzionale e una GLA di oltre 4.400 metri quadrati, al 31 dicembre 2017 era stato valutato dall’esperto indipendente € 48,5 milioni. Aedes SIIQ, a seguito della vendita dell’immobile, realizza una plusvalenza di € 2,25 milioni e migliora la posizione finanziaria netta per un importo pari al prezzo di cessione. La vendita di un immobile core come quello di Via Agnello 12, rientra nella strategia del Gruppo di focalizzarsi su investimenti a reddito con rendimenti superiori alla media di settore al fine di massimizzare il ritorno per gli investitori. Aedes SIIQ è stata assistita nella vendita da JLL Italia in qualità di Advisor. Giuseppe Roveda Amministratore Delegato di Aedes SIIQ ha commentato: “Con questa vendita, che raggiunge il picco del mercato immobiliare direzionale degli ultimi tempi, abbiamo realizzato il massimo valore per questo immobile che non presenta nel breve e medio termine margini di incremento della redditività. La nostra strategia sarà di reinvestire i proceeds della vendita su immobili del portafoglio a reddito che consentano di generare maggiori flussi di cassa ricorrenti”. Carlo A. Puri Negri Presidente di Aedes SIIQ ha commentato: “La vendita di un asset del “portafoglio core” a un net cap rate del 3,3% e una plusvalenza di oltre € 2 milioni sottolinea ancor di più il forte disallineamento tra la quotazione di borsa del titolo, pari a circa € 0,33 per azione e il NNNAV (Triple Net Asset Value) del Gruppo pari a € 0,99 per azione e pertanto l’attuale sottovalutazione del titolo Aedes rispetto al suo effettivo valore”

fonte Financial Trend analysis 29/6/2018