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di Alessandra Luciani

I NUOVI ITALIANI. CASA, LAVORO, CULTURA PER L’INTEGRAZIONE

ITALIANI

Il convegno Sidief – Banca d’Italia vuole essere l’occasione per approfondire i caratteri della presenza stabile degli stranieri in Italia, presenza che si attesta sui cinque milioni di persone e che sta determinando un cambiamento strutturale con ricadute importanti sul mercato del lavoro, sul tessuto produttivo, sulla scuola, sulla cultura, e sul mercato immobiliare.
Tema cruciale e critico dei percorsi di inserimento degli immigrati è quello dell’accesso alla casa, dato che la condizione abitativa degli stranieri fatica ad uscire dalla sfera della precarietà, specie nelle grandi città.
Il mercato privato dell’affitto, comparto minoritario quando si guarda alla condizione abitativa della popolazione italiana, rappresenta, invece, la condizione assolutamente prevalente se si isolano gli stranieri presenti sul nostro territorio.
Al di là di questo dato generale, poco si sa di come sta cambiando l’abitare degli stranieri nelle nostre città. La casa rappresenta anche un elemento chiave dei processi di integrazione sociale e culturale.

Mercoledì 18 ottobre 2017
ore 9.00 – 13.45
Centro Carlo Azeglio Ciampi per l’educazione monetaria e finanziaria
Roma, via Nazionale 190

PROGRAMMA
Indirizzo di saluto

Valeria Sannucci – Vice Direttore Generale BANCA D’ITALIA
Relazione introduttiva

Mario Breglia – Presidente SIDIEF
Proiezione video “I nuovi italiani”
Presentazione delle ricerche

Luigi Cannari – Vice Capo Dipartimento Economia e statistica BANCA D’ITALIA

Elena Molignoni – Ricercatore NOMISMA

Stefano Sampaolo – Ricercatore CENSIS

Carola Giuseppetti – Consigliere e Direttore Generale SIDIEF
Commenti

Livia Turco – Presidente FONDAZIONE NILDE IOTTI

Mario Deaglio – Economista Centro di ricerca e documentazione LUIGI EINAUDI

Moderatore: Mario Breglia – Presidente SIDIEF
Pausa caffè
Il ruolo delle Associazioni di settore

Daniele Barbieri – Segretario Generale SUNIA

Filippo Delle Piane - Vice Presidente ANCE

Silvia Rovere – Presidente ASSOIMMOBILIARE

Giorgio Spaziani Testa – Presidente CONFEDILIZIA

Moderatore: Fabrizio Di Lazzaro – Professore Ordinario di Economia Aziendale LUISS GUIDO CARLI
Storie di “nuovi italiani”

Suranga Deshapriya Katugampala – Regista

Lifang Dong – Avvocato

Fadi Hassan - Economista

Nicolai Lilin - Scrittore

Salvatore Marino - Attore

Fiona May - Atleta e attrice

Moderatore:  Luigi Donato – Capo Dipartimento Immobili e appalti BANCA D’ITALIA
Conclusioni

Paolo Piccialli – Presidente Consiglio di Sorveglianza SIDIEF

Fonte sito web SIDIEF

Francia: villa di Picasso a Mougins venduta all’asta per oltre 20 milioni 

villa-picasso

La grande villa colonica di Picasso, ultima dimora del pittore a Mougins (Alpi Marittime), e’ stata aggiudicata per poco piu’ di 20 milioni di euro a un uomo d’affari neozelandese originario dello Sri-Lanka durante la vendita all’asta presso il tribunale di Grasse. Il prezzo d’asta era stato fissato a 18,36 milioni di euro e Rayo Withanage, l’investitore di nazionalita’ neozelandese – a capo della societa’ immobiliare BMB fondata insieme a un principe del Brunei – ha alzato l’offerta del 10% aggiudicandosi la villa a 20,196 milioni di euro. La lunga vicenda legata alla vendita della villa di Picasso non e’ ancora finita perche’ l’acquirente ha ora due mesi per trovare i fondi necessari per il suo acquisto. “Rayo Withanage e’ proprietario da oggi ma deve ancora pagare il prezzo entro due mesi” conferma Van Rolleghem, avvocato della banca olandese Achmea Bank, creditore dell’ex proprietario dell’immobile. L’ex proprietario, che aveva acquistato la villa colonica nel 2007 per 12 milioni di euro da un erede Picasso, Catherine Hutin-Blay, aveva investito 10 milioni di euro in lavori. La casa colonica di Notre-Dame de Vie, abitata dalla vedova di Picasso, Jacqueline Roque, fino al suo suicidio nel 1986, ha una vista mozzafiato sull’Esterel e sulla baia di Cannes. La casa dispone di 32 stanze per un totale di 1.800 metri quadri, su un terreno di oltre 3 ettari con piscina, campi di tennis, casa del custode e vari annessi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) -|fonte web Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense

Italia-Cina: un import-export oltre i 38 miliardi di Euro

cinsi

 

Il 2016 è stato archiviato come anno record per gli investimenti cinesi nel real estate non soltanto all’estero, ma soprattutto in Italia.

La vincente sinergia tra Italia e Cina, infatti, ha contribuito a far registrare nel 2016 un interscambio tra i due paesi, che ha superato i 38 miliardi di Euro. Sempre nel 2016, la positività del dato viene accentuata dall’incremento delle esportazioni italiane pari al +6% rispetto al 2015. 

Focalizzandoci sull’identità degli investitori cinesi, in Italia oggi emerge che la gran parte degli investimenti viene realizzata da famiglie con figli (60%), spesso volenterose di fare dell’Italia la loro nuova casa, seguono poi le coppie (15%) e gli anziani (15%), mentre il restante 10% comprende le persone single.

Grazie alla vasta e variegata offerta data dal mercato immobiliare italiano, il Bel Paese si posiziona così al terzo posto della classifica delle destinazioni europee più di appeal per gli investitori cinesi.

Quel che rende l’Italia particolarmente attrattiva per gli investitori, soprattutto proveniente dalla Cina, è la stabilità del mattone. – dichiara Marco Clerici, Managing Director di World Capital – Da noi la proprietà e “per sempre”. L’investimento immobiliare in Italia risulta sicuro e in costante rivalutazione, questi due fattori fondamentali che distinguono l’offerta del Bel Paese da quella di altri mercati con trend più altalenanti, come per esempio quello spagnolo o statunitense. – conclude Marco Clerici – Oggi il mercato immobiliare italiano risulta particolarmente favorevole per gli investimenti, questo grazie agli attuali rendimenti costanti e alla rivendibilità degli immobili in futuro.”

talia-Cina: un import-export oltre i 38 miliardi di Euro – Il Blog dell’Immobiliare – World Capital

by Simona Giuliano

LEGGE SULLA CONCORRENZA N. 124/2017 IN VIGORE DAL 29 AGOSTO – DEPOSITO PREZZO DAL NOTAIO

CASSAFORTE

Riflettori accesi sulle trattative immobiliari. La legge sulla Concorrenza, ai commi 63 e seguenti dell’articolo 1, ha predisposto una norma a tutela dell’acquirente. Si tratta del deposito del prezzo al notaio, che dallo scorso 29 agosto (giorno dell’entrata in vigore) tanta attenzione ha suscitato.

Per capire bene cosa ha stabilito il legislatore, come funziona questo meccanismo e quali sono le ricadute su acquirente e venditore, idealista news ha parlato con Giampaolo Marcoz, consigliere nazionale del Notariato, il quale ha affermato: “Sta all’agente immobiliare, con la sua professionalità, e al notaio, in sede di preparazione dell’atto, cercare di rendere il più equilibrato possibile il rapporto tra venditore e acquirente”.

Come funziona il deposito del prezzo al notaio?

“Nel corso di una compravendita, secondo quanto previsto dal legislatore, su istanza di una delle parti – venditore o acquirente – è possibile depositare presso il notaio l’intero prezzo, laddove non sia stato pagato alcunché prima dell’atto definitivo, oppure il saldo. Nella stragrande maggioranza dei casi, questo avviene su istanza dell’acquirente, poiché la norma è a tutela di quest’ultimo.

Il legislatore parte dal rogito perché il notaio è obbligatorio per il rogito. Ma è ovvio che una parte può richiedere il deposito del prezzo al notaio anche in sede di compromesso. Se facesse il preliminare trascritto dal notaio, nulla gli vieterebbe di anticipare questo effetto. La fattispecie tipica prevede tuttavia il rogito.

Una volta davanti al notaio, nel momento della stesura dell’atto ci sono due ipotesi:

  • quella in cui non sono stati dati acconti e quindi l’intero saldo viene versato al notaio;
  • quella in cui ci sia stata una contrattazione preliminare precedente e quindi al venditore sono già state consegnate delle somme; il saldo prezzo, generalmente, è comunque la parte più corposa e quest’ultimo viene depositato dal notaio, il che può avvenire in due modi diversi.

Le modalità operative sono:

  • assegno circolare intestato al notaio;
  • bonifico bancario sul conto del notaio.

Fino ad oggi il bonifico bancario non si è utilizzato perché l’acquirente non trasferiva l’intera somma al venditore fino a quando il venditore non aveva firmato; entrando in gioco un soggetto terzo – come il notaio – si può tranquillamente procedere senza rischi al bonifico sul conto del notaio. A quel punto sarà poi il notaio stesso a destinare la somma al venditore”.

Ricevuta la somma, cosa ne fa il notaio?

“Il notaio trattiene questa somma su un proprio conto, cosiddetto ‘conto dedicato’. Si tratta di un conto che ha delle caratteristiche definite proprio dalla legge sulla Concorrenza. E’ un conto impignorabile da parte dei creditori del notaio, non cade nella comunione legale del notaio e non cade nella successione dello stesso. L’acquirente è quindi protetto dalle vicende della vita del notaio, è sicuro che questi denari sono lì in modo transitorio e sono destinati ad arrivare al venditore. E’ un conto del notaio, ma è al di fuori del suo patrimonio. Tutti sono tutelati.

A questo punto il notaio, attraverso le somme che gli vengono date dall’acquirente, che sono quelle idonee per registrare l’atto, procede alla registrazione e alla trascrizione dell’atto nei Registri Immobiliari.

Avvenuta la trascrizione dell’atto, quindi quando si ha la certezza che l’atto notarile ha prodotto i suoi effetti anche nei confronti dei terzi (ossia che l’acquisto è sicuro al 100% e che l’acquirente non ha più alcun rischio in relazione alle vicende personali del venditore), il notaio certifica che l’iter dell’acquisto si è perfezionato nel modo completo e, essendosi fatto dare l’Iban dal venditore nel giorno dell’atto, procede a trasferire le somme al venditore stesso”.

Quanto tempo serve per la trascrizione dell’atto nei Registri Immobiliari?

“La normativa non dà un termine preciso e dettagliato. In genere, il notaio ha l’obbligo di trascrivere l’atto – e quindi di procedervi – nel più breve tempo possibile. I tempi, ovviamente, dipendono anche dalle esigenze delle parti. Se c’è una particolare esigenza ed è necessario procedere velocemente alla trascrizione, perché magari il venditore ha necessità di avere a disposizione il denaro, il notaio può accelerare i tempi. A quel punto, non appena ha la disponibilità delle somme che l’acquirente gli ha dato per registrare e trascrivere, procede alla registrazione e trascrizione. Il che può avvenire nel giro di due giorni.

E’ ovvio che, se la situazione è più tranquilla, ci può volere qualche giorno in più. Dipende dai casi in questione. La tempistica può dipendere anche dall’organizzazione dello studio notarile, ma non è una tempistica che può pregiudicare o creare dei problemi seri al venditore. Anche perché, se il venditore ha l’esigenza di avere i denari in fretta, l’adempimento può essere fatto in tempi brevissimi”.

Non ci sono rischi per il venditore?

“Bisogna far superare al venditore l’approccio psicologico di andare dal notaio, vendere, consegnare le chiavi della casa e uscire senza i denari. Il venditore non corre rischi. Le sole motivazioni per le quali il venditore potrebbe non incassare i denari sono connesse ai suoi creditori, alle sue eventuali posizioni di debito che pregiudicano questo iter”.

Il venditore dunque non rischia di essere parte debole del contratto?

“Sicuramente l’acquirente ha acquisito un elemento di tutela in più, ma starà all’agente immobiliare, con la sua professionalità fin dall’inizio, e al notaio, in sede di preparazione dell’atto, cercare di rendere il più equilibrato possibile il rapporto tra venditore e acquirente”.

Quali sono i vantaggi per l’acquirente?

“Si completa quel programma di sicurezza che i Registri Immobiliari danno. Oggi noi abbiamo un sistema in cui l’acquirente, nel momento in cui l’atto è trascritto in suo favore, è – come si dice in termine tecnico – ‘opponibile ai terzi’, ciò significa che di fronte all’intera comunità lui è proprietario e nessuno può mettere in discussione e contestare il suo acquisto.

Nel periodo temporale fra il rogito e il momento della trascrizione, fino all’entrata in vigore della nuova norma teoricamente l’acquirente era esposto al rischio che sopravvenisse una qualunque formalità di pregiudizio contro il suo venditore, che nel frattempo già aveva venduto il bene e incassato le somme, quando ancora la vendita non era stata trascritta. Con il passaggio del deposito prezzo, quello che è già un sistema comunque molto sicuro – perché il sistema immobiliare italiano è tra i più sicuri al mondo – raggiunge un livello di sicurezza totale”.

A partire da quando si applica la nuova normativa? Dal 29 agosto o anche nei rapporti in essere?

“Ormai il tempo tra il compromesso e il definitivo si è abbastanza allungato, a volte può trascorrere anche qualche mese. Adesso è sopravvenuta una normativa che deve essere applicata. Giuridicamente non è un concetto di retroattività, sarebbe retroattiva se si applicasse anche alle operazioni già chiuse, ma in questo caso non sarebbe possibile. E’ un concetto di applicazione della norma nel tempo. La norma comincia il 29 agosto 2017 e si applica a tutti i rapporti che sono in corso”.

idealista 25/9/2017

Villa Agrippina – Roma -

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villa Agrippina sorge alle pendici del Gianicolo e nel cuore di Trastevere, con una meravigliosa vista sulla città, sul Vaticano e su Castel Sant’Angelo e rappresenta il perfetto connubio tra lusso, glamour e storia.

Gran Melià Rome Villa Agrippina Miglior city hotel del mondo secondo i lettori di Condè Nast Traveller Spagna.

fonte web www.granmelia.com

 

ROMA A CASA DI AGRIPPINA

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Il cancello si schiude sui primi tornanti del Gianicolo: serve a tenere lontana la città dei rumori, del traffico e degli affanni. E spalanca un mondo ovattato, fatto di siepi e silenzi, di profumi e attenzioni. Parla la storia, per questo versante di un colle che si affianca agli altri sette, che ha San Pietro alle spalle e la città eterna distesa lì sotto, proprio dove scorre il Tevere. Parla la Storia perché qui aveva deciso di vivere Agrippina, la mamma di Nerone: qui si era fatta costruire una villa, dove si rilassava guardando il fiume e godendosi un panorama già allora fantastico, senza bisogno di alcun rogo aggiuntivo. Sulle rovine di quella villa sorse poi un convento, ora trasformato in vero resort di città, in pieno centro storico. E Agrippina non è affatto sparita dalla nuova destinazione turistica dell’edificio, diventato Gran Melià Villa Agrippina: il suo volto arcigno troneggia nella hall di questo 5 stelle lusso della catena spagnola.

E’ un gran posto, dove perfino i romani potrebbero venire per

concedersi un weekend nella propria città, che non sarebbe un regalo da poco. E magari l’inizio di una nuova moda. Perché questo è uno splendido luogo di fuga, dove si rimettono in sesto i pezzi della vita, sgangherati da un mondo che li ammacca. Basterebbe non far niente, godersi panorama e quiete, oppure concedersi quei trattamenti che il beauty center propone. Quello a cui non si può rinunciare sono le tentazioni del ristorante, il «Viva Voce». A governare fornelli e tavoli c’ è il Don Alfonso di Sant’ Agata ai Due Golfi, interprete di una cucina che presenta piatti ispirati alla gastronomia mediterranea. «Le preparazioni di Alfonso e Ernesto Iaccarino nascono dalla combinazione di semplicità, tradizione e innovazione – spiega Francesco Ascani, general manager del Gran Melià – Sono queste le chiavi della filosofia di Iaccarino che mira a celebrare il sapore e il profumo della natura con ogni piatto. Grazie alla varietà della nostra offerta, da quella gastronomica al benessere, senza tralasciare la location, i giardini, la piscina, puntiamo a diventare il nuovo punto d’ incontro in città».

Ci sono riusciti, in poco tempo. Facendo attenzione ai dettagli. Quando si entra, il personale addetto all’ingresso sorride e saluta, ma mette anche una mano sul cuore. Che sarà pure prescritto dal manuale, ma fa piacere. Uno dei piccoli tesori del Gran Melia.

fonte web www.corradoruggeri.it

Un nuovo flagship a Roma Via del Tritone

rinascente

I nuovi grandi magazzini romani – una volta della famiglia Agnelli oggi del thailandese Group of Companies – stanno per essere ultimati dopo oltre 10 anni di lavori. Per la realizzazione del nuovo colosso dello shopping è stata buttata giù la palazzina risalente agli anni ’50 e ne è stata costruita una ex novo.

Otto piani che si snodano per mq. 14000 con il penultimo piano ricoperto per la gran parte da un soffitto a vetri. Al piano terra, invece, sarà aperto al pubblico uno scavo archeologico, avviato dopo il ritrovamento dell’Acquedotto dell’Acqua Vergine.

fonte web www.puntarellarossa.it

“Entra in vigore il deposito prezzo al notaio, nuova tassa sulla casa”

prati

Fiaip: “Entra in vigore il deposito prezzo al notaio, nuova tassa sulla casa” 

La Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionali) tramite una nota ha commentato l’entrata in vigore del deposito del prezzo al notaio. Righi ha parlato di una legge che crea disparità tra le parti.

La Fiaip ha fatto sapere: “Entra in vigore il deposito del prezzo al notaio. Secondo quanto previsto dalla “Legge annuale per il mercato e la concorrenza” le parti o anche una di loro potrà richiedere al notaio di aderire al deposito del prezzo: in questo caso il pubblico ufficiale al momento del trasferimento immobiliare tratterrà la somma pattuita per la compravendita e la depositerà su un apposito conto corrente fino alla trascrizione del trasferimento dell’immobile.

Gli interessi maturati sul conto non saranno incassati dal proprietario, ma dallo Stato italiano, che li destinerà ad un fondo per le piccole e medie imprese. La norma varata nel 2013, fino ad oggi non aveva mai trovato esecuzione per la forte opposizione della Fiaip e di tutta la filiera dell’immobiliare. Il governo è comunque riuscito a farla “passare”, introducendo la volontarietà delle parti”.

Il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi, ha poi sottolineato: “Il deposito del prezzo al notaio è da ascriversi alla già nutrita schiera delle leggi “inutili e dannose” varate per il nostro comparto. La legge crea una disparità fortissima tra le parti, che fino ad oggi erano bilanciate e tutelate, mentre ora il venditore diventa parte debole del contratto. Inoltre, la sua applicazione creerà notevoli problemi a quei venditori che intendono vendere la propria abitazione per comprarne subito un’altra: sarà quasi impossibile per chi vende casa impegnarsi all’acquisto di una nuova abitazione, non potendo contare sul denaro proveniente dalla vendita del proprio immobile. Quasi esilarante il fatto che gli interessi maturati sul conto corrente del notaio anziché essere restituiti al venditore vengano trattenuti dallo Stato, che di fatto ha varato una nuova tassa sulla proprietà immobiliare”.

fonte web idealista 30/08/2017

INVESTIRE NEL MATTONE IN CANADA

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TORONTO – Mercato Immobiliare — Non è una tradizione di inizio anno nuovo ma i seguaci del mercato immobiliare canadese non sanno farne a meno e sono curiosi di conoscere le previsioni degli esperti per il 2017.
Quel che economisti, analisti e agenti immobiliari prevedono in tutto il Paese è che il trend al rialzo del costo delle case continuerà anche quest’anno. La società immobiliare Re/Max si attende che il prezzo medio di una casa in Canada (inclusi i condomini) salirà del 2 per cento nel nuovo anno, più o meno in linea con le previsioni fatte dalla Rbc lo scorso novembre, che fissano il costo di una casa a $448.900.
Le forze principali dietro la maggior parte della salita dei prezzi nazionali sono la Greater Toronto Area e la Greater Vancouver. Le previsioni indicano nel 2017 un rallentamento degli utili in questi mercati. Il prezzo medio di vendita di una casa nella Gta dal gennaio ad ottobre di quest’anno è salito del 17 per cento assestandosi a 725.857 dollari. Nella Greater Vancouver, secondo Re/Max i prezzi sono saliti del 13 per cento da gennaio ad ottobre 2016 toccando $1.020.300 e continueranno ad andar su il prossimo anno di un altro 2 per cento.
L’andamento più debole delle province che dipendono dalle fonti di energia e che  si discostano dai mercati relativamente più forti di Toronto e Vancouver, è generalmente destinato a continuare. «Non è affatto imprevedibile», dice Christopher Alexander, direttore regionale di Re/Max Integra Ontario-Atlantic.
I prezzi delle case rimarranno stabili nei prossimi dodici mesi nei mercati delle Prairie Edmonton, Saskatoon e Regina.
La domanda di abitazioni di proprietà verrà sostenuta, secondo Alexander, dal desiderio di possederne una come “parte del sogno canadese”. «Questo Paese ha un sacco di aspetti positivi. Nel complesso il tasso di  disoccupazione è molto basso e quindi le persone continuano a comprare. La metà dei canadesi vuole acquistare qualcosa entro i cinque-dieci anni e quindi c’è ancora una domanda sufficiente», aggiunge Alexander.
Dal mese di gennaio a quello di ottobre scorso sono state 99.354 le case che hanno cambiato proprietario nella Gta, mercato più attivo di tutto il Paese, e Re/Max prevede che le vendite del prossimo anno possano essere inferiori del 5 per cento. A smorzare la tendenza al rialzo del mercato saranno alcuni fattori come i prezzi delle case molto alti, la riduzione di offerta e i tassi dei mutui più alti. A livello nazionale la Rbc prevede che a livello nazionale la vendita complessiva di case sarà pari a 527.900.    Nel 2017 le vendite e gli acquisti scenderanno a 467.100, facendo registrare un calo dell’1.5 per cento.
Nel 2017 investire nel mattone ad Ottawa significherà spendere in media $378.000, il 2 per cento in più rispetto al 2016 quando è stato sufficiente spendere $371.000. Nel 2015 il prezzo medio di una casa è stato di $368.000. Ed allora cosa ha in serbo, stando alle previsioni il 2017 per le altre grandi città del Canada? Nella zona di Vancouver il prezzo medio sarà alle stelle con $1.041.000 con Toronto che seguirà a ruota con $784.000. Distaccata Barrie con $426.000, Kitchener/Waterloo dove la casa costerà $413.000. Nella capitale, Ottawa, occorrerà spendere $378.000, nella zona di Montreal $368.000, ad Edmonton $364.000. Fanalini di coda saranno, si prevede, Kingston con $312.000 e Halifax/Dartmouth con abitazioni che costeranno in media $292.000.
fonte web corriere canadese gennaio 2017

BOLLA IMMOBILIARE VANCOUVER A RISCHIO MILANO…

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Secondo Global Real Estate Bubble Index rilasciato da Ubs, che elabora una classifica delle più importanti città del mondo ordinate secondo il rischio “bolla”, Vancouver è stata identificata come il centro finanziario con la più grande bolla speculative immobiliare in corso.

All’interno dell’area a rischio ci sono le città nelle quali i prezzi degli immobili sono aumentati di almeno il 50% dal 2011. Ubs riporta che a Vancouver i prezzi delle proprietà immobiliari non sono stati toccati dalla crisi del 2008 ad onta del forte rallentamento dei prezzi delle commodity.

Negli ultimi due anni la crescita dei prezzi è stata guidata da una forte domanda per proprietà locali da parte di investitori stranieri e i prezzi raggiunti appaiono completamente slegati dai fondamentali economici e chiaramente al centro di un rischio bolla speculativa. Subito dopo Vancouver ecco Londra Stoccolma con soltanto Milano tra le più grandi città europee che non è così a rischio.

A questo scenario ha contribuito un livello dei tassi generalmente basso che ha messo benzina sul fuoco del mercato “residential property” facendo raggiungere nuovi record ai prezzi a Londra, Stoccolma, Monaco e Zurigo. Meno a rischio Parigi Ginevra. Interessante notare come il report ponga New York in una posizione del tutto diversa con i prezzi che sono del 25% più bassi di 10 anni fa (anche se gli affitti sono più alti del 50% rispetto al 2006).

Fonte web blurating ottobre 2016